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	<title>Blog della Romagna - Romagna.net &#187; Turismo sociale</title>
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	<description>Il blog della Romagna</description>
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		<title>Spiagge accessibili e abbattimento delle barriere architettoniche al Club nautico di Misano Adriatico</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo sociale]]></category>
		<category><![CDATA[misano adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[turismo accessibile]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge accessibili]]></category>

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		<description><![CDATA[

Presentato il nuovo progetto per Portoverde, all&#8217;insegna dell&#8217;accessibilità: percorsi in legno per raggiungere lettini e solarium, passerella sulla scogliera per raggiungere una piazzola di attracco per le barche e un meccanismo per il sollevamento delle persone con difficoltà motorie. La Riviera va nella direzione dell&#8217;accessibilità, ma molto resta ancora da fare.

Il progetto per il molo [...]]]></description>
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<p>Presentato il nuovo progetto per Portoverde, all&#8217;insegna dell&#8217;accessibilità: percorsi in legno per raggiungere lettini e solarium, passerella sulla scogliera per raggiungere una piazzola di attracco per le barche e un meccanismo per il sollevamento delle persone con difficoltà motorie. La Riviera va nella direzione dell&#8217;accessibilità, ma molto resta ancora da fare.</p>
<p><span id="more-623"></span></p>
<p>Il progetto per il molo di Misano Adriatico è stato elaborato dall&#8217;architetto <strong>Marco Pizzioli dello studio Memelab</strong>. Il gazebo in ferro di oggi verrà sostituito con una struttura più leggera che permetterà di vedere il mare. All&#8217;interno ci sarà una reception e nel piano sotterraneo uffici,  deposito e i bagni per disabili.</p>
<p>La spiaggia è accessibile ai disabili grazie a un progetto studiato insieme a <strong>Fiaba</strong> (Fondo italiano per l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche): comprende una lunga pedana in legno che porta a piazzole esagonali in legno dove si trovano i lettini.</p>
<p>Nei 200 metri di acqua antistanti la banchina sarà vietata la balneazione, quindi le barche delle scuole vela e i surf ci potranno muoversi liberamente ed è possibile anche organizzare un Campionato del mondo.</p>
<p>Così, <strong>da una parte si promuove il turismo sportivo, dall&#8217;altra si realizza un&#8217;opera accessibile a tutti</strong>. Per questo il sindaco Stefano Giannini lo ha definito un progetto interessante  per valorizzare una zona che dal punto di vista balneare è poco utilizzabile.</p>
<p>E&#8217; proprio questo, in effetti, l&#8217;elemento di novità: per la prima volta siamo di fronte ad un progetto litoraneo che abbina ai servizi per la nautica l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche.</p>
<p><strong>E&#8217; un buon esempio di promozione turistica in direzione dell&#8217;accessibilità.</strong></p>
<p>Non è la prima volta che le spiagge romagnole si mostrano giustamente sensibili al problema, ricordiamo ad esempio il progetto<em><strong> &#8220;Spiaggia LiberaTutti&#8221;</strong></em> della provincia di Rimini, per favorire l&#8217;ingresso alla spiaggia delle persone a ridotta capacità motoria nel 2007.</p>
<p><strong>Tuttavia molto resta ancora da fare.</strong></p>
<p>Io che le spiagge romagnole le frequento tutte le estati, posso dire che se per definirsi accessibili ai disabili, basta che gli stabilimenti balneari abbiano un pezzo di pedana che porta a un ombrellone, allora ne ho visti parecchi.</p>
<p>Viceversa, <strong>quasi mai mi trovo di fronte a spazi concepiti apposta secondo i criteri di accessibilit</strong>à: non c&#8217;è quasi mai un progetto specifico alla base, il più delle volte sono aggiustamenti per &#8220;rimediare&#8221; al disagio!</p>
<p>Credo allora che occorra <strong>ripensare l&#8217;accessibilità in senso più ampio</strong>: dovrebbe esserci un progetto architettonico che preveda un&#8217;armonia tra le zone e tra le persone che frequentano le spiagge. Per farlo bisognerebbe rivedere da cima a fondo la struttura degli spazi e nel caso delle spiagge, lo stabilimento dovrebbe essere accessibile in tutte le sue parti inclusa la balneazione.</p>
<p>La Riviera Romagnola è ancora indietro per quanto riguarda l&#8217;<strong>edilizia sociale</strong>: concepire gli ambienti, le case le piazze intorno alle esigenze dell&#8217;uomo è un concetto ancora secondario rispetto al &#8220;dio denaro&#8221;, figuriamoci se dobbiamo applicarlo al turismo!</p>
<p>Eppure a mio parere è proprio in questo campo che una città come Rimini dovrebbe sperimentare e osare se vuole rinnovarsi e crescere.</p>
<p>D&#8217;altra parte vivere in un ambiente che sia conforme alle esigenze di vita delle persone è un diritto e non solo per i diversamente abili, anche per le donne (ricordiamo tutti gli stupri nei garage sotterranei?), per i bambini, per gli anziani…</p>
<p>Ma per farlo occorre<strong> svincolarsi dall&#8217;idea che accessibilità significhi pedane percorribili in carrozzina e abbracciare un concetto più ampio di fruibilità collettiva degli spazi.</strong></p>
<p>La sfida dell&#8217;accessibilità non si gioca tanto in campo architettonico, quanto  nella mentalità umana, è una sfida dei propri limiti: se si potessero rendere percorribili gli scogli mentali così come le pedane in legno renderanno percorribile il molo di Misano!</p>
<p><strong> Voi cosa ne pensate?</strong></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 0px solid gray; width: 160px; text-align: right; "><img src="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />&nbsp;<a href="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=o" rel="nofollow">converti in pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Buoni vacanze, ultime novità dalla Romagna</title>
		<link>http://www.romagna.net/blog/rimini/buoni-vacanze-ultime-novita-dalla-romagna/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riccione]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sociale]]></category>
		<category><![CDATA[bonus vacanze]]></category>

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Sono già 20 gli alberghi di Rimini che hanno aderito alla campagna sui buoni vacanza e 45 quelli di Riccione. Tra le strutture romagnole dove sarà possibile soggiornare pagando con i buoni, figura anche qualche hotel4 stelle.

Le vacanze costano troppo? La crisi ha tagliato i posti di lavoro? Ci pensa il Governo a garantire vacanze [...]]]></description>
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<p>Sono già 20 gli alberghi di Rimini che hanno aderito alla campagna sui buoni vacanza e 45 quelli di Riccione. Tra le strutture romagnole dove sarà possibile soggiornare pagando con i buoni, figura anche qualche hotel4 stelle.</p>
<p><span id="more-574"></span></p>
<p>Le vacanze costano troppo? La crisi ha tagliato i posti di lavoro? Ci pensa il Governo a garantire vacanze anche a che non se le potrebbe permettere!</p>
<p><strong>A partire dal 20 gennaio</strong> sarà possibile, per le famiglie con reddito complessivo lordo basso in relazione al numero dei componenti del nucleo famigliare, richiedere i buoni vacanza al Ministro del Turismo che ne gestirà l&#8217;erogazione attraverso l&#8217;associazione Buoni Vacanze Italia (BVI).<br />
Si potranno spendere in località di <strong>mare, montagna e anche alle terme</strong> purché in Italia e fuori dal comune di residenza. Spettano ai cittadini italiani con residenza in Italia e l&#8217;erogazione viene stabilita in base a tabelle di comparazione che considerano il numero dei componenti del nucleo famigliare e il reddito lordo complessivo.</p>
<p>Tra le <strong>800 strutture </strong>italiane che hanno aderito fino a questo momento all&#8217;iniziativa tra hotel, camping, residence, bed &amp; breakfast, ci sono anche gli <strong>hotel di</strong> <strong>Rimini e di Riccione</strong>. La Perla Verde dell&#8217;Adriatico conta 45 strutture iscritte e Rimini solo 20. Seguono <strong>Misano Adriatico e Cattolica</strong> con 2 alberghi ciascuno. Iscriversi non costa nulla agli hotel e possiamo immaginare che nei prossimi giorni si iscriveranno altre strutture.</p>
<p>Quello che cambia rispetto a una normale prenotazione è che non sarà possibile applicare tariffe last minute: i buoni vanno prenotati dal 20 gennaio e vengono assegnati fino a esaurimento dei fondi (5 milioni di euro)  stanziati dal Governo. Inoltre, hanno <strong>validità fino al 10 giugno 2010</strong>, per cui chi vuole usufruirne dovrà scegliere l&#8217;hotel e prenotarlo entro le prime settimane dell&#8217;anno.</p>
<p>Il sito internet dell&#8217;associazione buoni vacanze Italia spiega nel dettaglio la procedura per richiederli. Vi anticipiamo che occorrerà compilare un modulo on line di autocertificazione sul possesso dei requisiti richiesti cui seguirà l&#8217;invio di un codice di prenotazione. Una volta ricevuto il codice, ci sono 10 giorni di tempo per effettuare il pagamento della quota restante agli sportelli di Banca Intesa San Paolo, che provvederà a spedire a casa della famiglia i buoni entro qualche giorno.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 0px solid gray; width: 160px; text-align: right; "><img src="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />&nbsp;<a href="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=>" rel="nofollow">converti in pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>TURISMO SOCIALE, SOLIDALE, SOSTENIBILE. Parte IV: Turismo Responsabile</title>
		<link>http://www.romagna.net/blog/turismo-sociale/turismo-sociale-solidale-sostenibile-parte-vi-turismo-responsabile/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 14:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo sociale]]></category>
		<category><![CDATA[atr]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio davolio]]></category>
		<category><![CDATA[turismo responsabile]]></category>

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		<description><![CDATA[

Che cosa si intende per Turismo responsabile?
E il &#8220;turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente e delle culture&#8220;. Questa la definizione fornita dall&#8217;ATR Associazione Turismo Responsabile, che dal 1998  opera per promuovere, divulgare e far rispettare i principi del Turismo Responsabile in Italia e all&#8217;estero.

Rispetto per le [...]]]></description>
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<p>Che cosa si intende per Turismo responsabile?<br />
E il &#8220;<em>turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente e delle culture</em>&#8220;. Questa la definizione fornita dall&#8217;<strong>ATR</strong> Associazione Turismo Responsabile, che dal 1998  opera per promuovere, divulgare e far rispettare i principi del Turismo Responsabile in Italia e all&#8217;estero.</p>
<p><span id="more-276"></span></p>
<p>Rispetto per le culture e per l&#8217;ambiente che si visitano, dunque, sono al centro dell&#8217;interesse di chi crede nel turismo responsabile: significa virare da un&#8217;ottica di consumo delle risorse, degli usi e costumi e perfino delle persone che si incontrano alla presa di coscienza del popolo che si sta incontrando, perché il viaggio possa essere possibilità di sviluppo e di scambio culturale reciproco.</p>
<p>Obiettivo primario di questo approccio al turismo, è favorire la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.<br />
Il Presidente di ATR <strong>Maurizio Davolio</strong> è intervenuto alla tavola rotonda &#8220;Sogni e Bisogni&#8221; a Rimini per dare un contributo alla causa del turismo responsabile.<br />
ATR raccoglie le associazioni e le cooperative che si occupano di promuovere queste forme di turismo, opera a livello nazionale e internazionale per l&#8217;organizzazione di viaggi responsabili, la divulgazione dei principi del turismo responsabile e la promozione di una cultura in tema di turismo responsabile. </p>
<p>Un turismo che mette al centro di tutto, l&#8217;interesse della comunità ospitante è un turismo che si preoccupa delle persone, dove le comunità diventano protagoniste e d è una cosa molto importante, perche spesso l&#8217;incontro tra ospitante e ospitato è un rapporto deludente, sciatto, soprattutto quando parliamo di paesi del sud del mondo. Valorizzando il rapporto tra ospitato e ospitante, l&#8217;esperienza turistica acquisisce profondità per entrambi, sia il viaggiatore sia la comunità ospitante, cosa che ha sicuramente anche ricadute positive sull&#8217;assetto economico e sociale dei paesi coinvolti.</p>
<p>Ma i principi del turismo responsabile sono applicabili anche in Italia: sostenibilità ambientale, equità, responsabilità nei confronti dei residenti sono principi universali che, in Italia, si traducono nel rispetto per l&#8217;identità culturale del paese. &#8220;L&#8217;obiettivo in Italia&#8221; afferma Maurizio Davolio &#8220;è proporre un turismo che non venga valutato solo come prezzo ma come <strong>identità italiana</strong>&#8220;. Si tratta, insomma, di instaurare un sistema valoriale che qualifichi il più possibile l&#8217;offerta turistica.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 0px solid gray; width: 160px; text-align: right; "><img src="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />&nbsp;<a href="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow">converti in pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>TURISMO SOCIALE, SOLIDALE, SOSTENIBILE. Parte III: Dagli ospizi alle colonie</title>
		<link>http://www.romagna.net/blog/turismo-sociale/turismo-sociale-solidale-sostenibile-colonie/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 13:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo sociale]]></category>
		<category><![CDATA[colonie]]></category>
		<category><![CDATA[ferruccio farina]]></category>
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		<category><![CDATA[scrofola]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sociale riviera]]></category>

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		<description><![CDATA[

Vi siete mai chiesti, costeggiando la riviera romagnola, cosa sono quei grandi edifici semi abbandonati sulle spiagge da Riccione a Bellaria Igea Marina?
Sono le colonie, prezioso anello di collegamento tra il passato e il futuro. 

Rappresentano la prima modalità turistica in Riviera, risalente agli ultimi anni dell&#8217;800. Nascono col nome di &#8220;ospizi&#8221;o &#8220;sanatori&#8221; alla fine [...]]]></description>
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<p>Vi siete mai chiesti, costeggiando la riviera romagnola, cosa sono quei grandi edifici semi abbandonati sulle spiagge da Riccione a Bellaria Igea Marina?<br />
Sono le colonie, prezioso anello di collegamento tra il passato e il futuro. </p>
<p><span id="more-272"></span></p>
<p>Rappresentano la prima modalità turistica in Riviera, risalente agli ultimi anni dell&#8217;800. Nascono col nome di &#8220;ospizi&#8221;o &#8220;sanatori&#8221; alla fine del XIX per ospitare  bambini ammalati di &#8220;<strong>scrofola</strong>&#8220;, una malattia simil tubercolare molto diffusa in Italia fin dal Cinquecento. Si trattava di una vera e propria piaga sociale che mieteva vittime tra i bimbi italiani e che veniva curata, secondo un&#8217;antica credenza popolare, con il &#8220;tocco del re&#8221;: i bambini venivano portati a corte per essere toccati dal re, la cui carezza era considerata &#8220;terapeutica&#8221;.<br />
Nella seconda metà del 1800, il dottor Giuseppe Barellai (1813-1884) scoprì gli effetti benefici dell&#8217;elioterapia e della <strong>talassoterapia</strong> nella cura della scrofola. Sorsero, allora, i primi ospizi: grandi ospedali dove confluivano bambini scrofolosi da ogni parte d&#8217;Italia. Gli ospizi assicuravano vitto e alloggio, oltre a immersioni marine e bagni di sole.</p>
<p>Gli ospizi crebbero di numero tra il 1860 e il 1920: da 21 nel 1882 passarono a 42 nel 1913.<br />
Poi, <strong>Mussolini</strong> decise che il mare avrebbe fortificato i bambini: cambiò il nome degli ospizi in &#8220;colonie&#8221;, ne mutò la funzione trasformandole in edifici di ricovero e ne moltiplicò il numero, disponendo che vi fossero accolti moltissimi bambini e non più solo quelli ammalati. Le colonie sopravvissero fino al 1940 per poi trasformarsi lentamente in case-vacanze, prima di essere abbandonate negli anni &#8216;70. </p>
<p>Nel secondo dopoguerra, infatti, esplode il boom turistico sulla Riviera Romagnola e porta con sè, sulla scia delle teorie di <strong>Paolo Mantegazza</strong> che già alla fine dell&#8217;800 puntava l&#8217;obiettivo sulla vacanza come fonte di piacere e di benessere, l&#8217;idea vincente della mondanità. Siamo agli albori della vacanza moderna. </p>
<p>Ora che le colonie sono cadute in disuso e che la modalità turistica dominante è caratterizzata dal &#8220;consumo&#8221; di risorse commerciali, si impone la necessità di rispolverare il passato della Riviera alla ricerca di quegli ideali condivisi che hanno reso la costa la prima propugnatrice di turismo sociale. Perché come ha afferma l&#8217;esperto di storia del turismo Ferruccio Farina intervenuto alla tavola rotonda riminese &#8220;Sogni e Bisogni&#8221;, &#8220;<em>Il turismo sociale è un valore che arricchisce l&#8217;offerta complessiva</em>&#8220;.  Un valore che è insieme radice del moderno turismo in riviera ed essenza di quella proverbiale ospitalità che da sempre caratterizza l&#8217;accoglienza turistica in Riviera. </p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 0px solid gray; width: 160px; text-align: right; "><img src="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />&nbsp;<a href="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow">converti in pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>TURISMO SOCIALE, SOLIDALE, SOSTENIBILE. ParteII: Viaggi per anziani</title>
		<link>http://www.romagna.net/blog/turismo-sociale/turismo-sociale-solidale-sostenibile-parteii-viaggi-per-anziani/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 12:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo sociale]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[imserso]]></category>
		<category><![CDATA[montanari]]></category>
		<category><![CDATA[riviera]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

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Premettiamo che sotto la definizione turismo sociale non si scrivono solo i viaggi per anziani, ma una serie di altre potenzialità del mercato turistico accumunate dalla finalità appunto sociale del viaggio.
Ciononostante, i viaggi per la terza età costituiscono una branca importante, raccolgono un pubblici vastissimo e in costante crescita. Un pubblico però che spesso fatica [...]]]></description>
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<p>Premettiamo che sotto la definizione turismo sociale non si scrivono solo i viaggi per anziani, ma una serie di altre potenzialità del mercato turistico accumunate dalla finalità appunto sociale del viaggio.<br />
Ciononostante, i viaggi per la terza età costituiscono una branca importante, raccolgono un pubblici vastissimo e in costante crescita. Un pubblico però che spesso fatica a trovare risorse e strutture adeguate.</p>
<p><span id="more-270"></span></p>
<p>I cosiddetti viaggi per anziani tendono ad essere considerati  una risorsa trascurabile, probabilmente perché si tratta di clienti che non spendono tanto in vacanza. Così, vanno a riempire quasi esclusivamente le fasce di <strong>bassa stagione</strong>. Sono i primi a comparire sulle spiagge romagnole ai primi soli di maggio e giugno, poi spariscono per far posto a famiglie e giovani. Ricompaiono solo a settembre inoltrato per salutare le spiagge prima del lungo letargo invernale. </p>
<p>Cambiare le cose è possibile, con vantaggio sociale degli anziani ed economico dei sistemi turistici.<br />
Vediamo ad esempio, l&#8217;esperienza di <strong>Giovannino Montanari</strong>, specializzato da 30 anni  in viaggi per anziani e titolare dell&#8217;omonima impresa turistica. Intervenuto alla tavola rotonda sul Turismo Sociale di Rimini, afferma: &#8220;Si tratta di un settore poco esplorato&#8221;, anche perché &#8220;per proporre viaggi di questo tipo ci vuole una base di grande sensibilità personale, altrimenti si finisce per fallire ed è quello che è capitato a molti miei colleghi.&#8221; </p>
<p>Ma non si tratta solo di cuore. I viaggi per anziani sono un&#8217;enorme <strong>risorsa economic</strong>a, afferma Montanari. Negli anni questo tipo di turismo è mutato: all&#8217;inizio, gli anziani si accontentavano di qualsiasi sistemazione quasi con la paura di disturbare, mentre oggi le richieste di viaggio aumentano, gli anziani hanno voglia di viaggiare e manifestano richieste precise. Dalla tv in camera al doppio menù carne/ pesce ogni giorno. Insomma, quello della terza età è un settore turistico da studiare nei dettagli!</p>
<p>Ma il problema non si affronta solo concentrandosi specificatamente sulle strutture e sui sistemi turistici per anziani: ci sono moltissimi aspetti inerenti il territorio di costa da considerare. Le associazioni di volontariato che si occupano di assistenza per anziani e organizzazione di vacanze per la terza età hanno denunciano una mancanza importante da parte delle amministrazioni pubbliche. Dal momento che tali viaggi si svolgono nei periodi di bassa stagione, in cui è improbabile passare le giornate ad abbronzarsi sulle spiagge, non basta la disponibilità alberghiera a promuovere questo tipo di turismo! </p>
<p><strong>Quali risorse mancano?</strong></p>
<p>Prima fra tutte, la disponibilità di attività, di idee per il tempo libero, di escursioni nell&#8217;entroterra. E poi, c&#8217;è il problema della mobilità e dei prezzi! Se i prezzi dei bar sulla spiaggia, ad esempio, sono proibitivi per famiglie e giovani, figuriamoci per gli anziani! Ecco allora, che di nuovo si pone il problema: investire sul turismo sociale vuol dire fare scelte consapevoli e condivise.</p>
<p><strong>Da dove cominciare?</strong></p>
<p>Si potrebbe pensare al caso della Spagna, ad esempio, dove  il programma di turismo sociale dell&#8217;Imserso porta in vacanza ogni anno un milione di persone, soprattutto anziani. Lo stato spagnolo investe ogni anno 75 milioni di euro ne ottiene circa 125, grazie anche a diversi meccanismi fiscali.<br />
Il sistema si è esteso anche al Portogallo, e l&#8217;Unione Europea ne auspica la diffusione futura negli altri paesi europei. </p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 0px solid gray; width: 160px; text-align: right; "><img src="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />&nbsp;<a href="http://www.romagna.net/blog/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow">converti in pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>TURISMO SOCIALE, SOLIDALE, SOSTENIBILE. Parte I: Turismo Sociale in Riviera</title>
		<link>http://www.romagna.net/blog/turismo-sociale/turismo-sociale-solidale-sostenibile-riviera-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 13:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
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E&#8217; venuto il momento di ripensare al turismo. Perché? Due ragioni fondamentali: primo, per dare risposta ai bisogni delle fasce di popolazione con esigenze speciali che ancora oggi non trovano una dimensione adeguata in fatto di vacanza. In secondo luogo, per uscire dalla crisi globale, che non risparmia neanche il turismo. 

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<p>E&#8217; venuto il momento di ripensare al turismo. Perché? Due ragioni fondamentali: primo, per dare risposta ai bisogni delle fasce di popolazione con esigenze speciali che ancora oggi non trovano una dimensione adeguata in fatto di vacanza. In secondo luogo, per uscire dalla crisi globale, che non risparmia neanche il turismo. </p>
<p><span id="more-267"></span></p>
<p>Parliamo, ad esempio, di <strong>turismo sociale in Riviera</strong>.</p>
<p>Che cos&#8217;è il turismo sociale? E&#8217; prima di tutto un turismo che favorisce l&#8217;incontro e la socializzazione. Ci piace partire da questa definizione generale per uscire dallo stereotipo che solo classi socialmente svantaggiate abbiano bisogno di attenzioni particolari. Nessuno, infatti, è escluso dal diritto alla socialità, a qualunque livello. Detto ciò, è chiaro che se al centro del turismo mettiamo la persona, con tutto il suo insieme di caratteristiche e di bisogni, è chiaro come una persona con esigenze speciale richieda attenzioni maggiori. </p>
<p>Il punto problematico è proprio questo: quanto il nostro sistema turistico è disposto a puntare sull&#8217;impegno sociale? Molto poco. Molto meno rispetto a 20-30 anni fa, quando i Comuni mettevano a disposizione risorse più ingenti da investire su questo versante. Lo ha affermato il vicesindaco di Rimini Maurizio Melucci nel corso di una tavola rotonda dal titolo &#8220;<strong>Sogni e Bisogni</strong>&#8220;, organizzata a Rimini da Volontarimini. E dichiara la necessità per l&#8217;intera Riviera Romagnola di rimettersi in gioco dal punto di vista sociale, visto e considerato che proprio lei, la Riviera degli &#8220;alberghi-a-basso-costo-e-divertimento-assicurato&#8221; è stata la prima in Italia a fare turismo sociale. Durante il boom turistico del secondo dopoguerra, proprio quei prezzi economici e la cordialità proverbiale dei cittadini hanno permesso alle famiglie italiane di vedere il mare per la prima volta e agli europei di uscire dai confini nazionali. Pensiamo ai Tedeschi, ad esempio, storici e numerosi ospiti delle nostre coste.<br />
Peccato che poi quella caratteristica di socialità si sia lentamente trasformata nello slogan di un&#8217;instancabile macchina turistica. </p>
<p>Basta pensare ai <strong>viaggi per anziani</strong>: oggi sono relegati ai periodi di bassa stagione, responsabili di un turismo potenzialmente redditizio ma &#8220;di serie B&#8221;. Per rendersene conto, basta pensare al fatto che vengono accolti solo in bassa stagione. Ma attenzione, questo non è soltanto un problema di ordine sociale! Si tratta anche di una perdita economicamente importante di una fetta di mercato. E la sua importanza la si considera quando si tirano le somme di una stagione appena trascorsa: se non ci fossero gli anziani nei mesi di maggio, giugno e settembre i nostri alberghi sarebbero completamente deserti! </p>
<p>Avete mai pensato alle potenzialità economiche del turismo per anziani? Ne parleremo nella prossima &#8220;puntata&#8221;: VIAGGI PER ANZIANI.</p>
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