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	<title>Blog della Romagna - Romagna.net &#187; arte e cultura</title>
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	<description>Il blog della Romagna</description>
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		<title>I musei più insoliti della Romagna: in viaggio tra storia e curiosità</title>
		<link>http://www.romagna.net/blog/rimini/musei-insoliti-romagna-viaggio-storia-curiosita/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 16:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[riviera romagnola]]></category>
		<category><![CDATA[arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[musei Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Romagna: terra di tradizioni, di turismo, di arte e di storia. Ma anche di curiosità e di misteri. A testimoniarlo, una serie di musei dai tratti curiosi, che il turista con un po&#8217; di tempo a disposizione sicuramente non perderà di visitare. Il nostro viaggio tra i musei insoliti della Riviera Romagnola comincia a Santarcangelo [...]]]></description>
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<p>Romagna: terra di tradizioni, di turismo, di arte e di storia. Ma anche di curiosità e di misteri.<br />
A testimoniarlo, una serie di musei dai tratti curiosi, che il turista con un po&#8217; di tempo a disposizione sicuramente non perderà di visitare.</p>
<p><span id="more-606"></span></p>
<p>Il nostro viaggio tra i musei insoliti della Riviera Romagnola comincia a<strong> Santarcangelo di Romagna</strong> e precisamente dal <strong>Museo dei Bottoni</strong>.</p>
<p>Aperto al pubblico nel maggio 2008, è il primo museo del Bottone in Italia.<br />
Si trova in Via della Costa 11 e si può visitare a offerta libera dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. E&#8217; chiuso il lunedì (ma si può entrare sempre, basta prenotare: tel. 0541 626524).<br />
Il Museo raccoglie e cataloga migliaia di bottoni, una merce assai inusuale per un Museo visto che siamo abituati a pensare ai bottoni come a semplici articoli di quotidiana utilità. Ma i bottoni, scoprirete, possono riservare molte sorprese e unire tra loro anche i lembi della memoria oltre a quelli di tessuto! Al Museo di Santarcangelo, infatti, di bottoni ce ne sono di tutti i tipi e colori, da quelli antichi a quelli moderni, da quelli in serie limitata a quelli provenienti dall&#8217; estero.</p>
<p>E&#8217; diviso in 3 sezioni: la storia del bottone (raccontata in 180 quadri), i materiali di costruzione in 80 quadri e, dulcis in fundo, 120 quadri di <strong>curiosità sui bottoni</strong>.<br />
E&#8217; stato fondato da Giorgio Gallavotti, che, erede delle mercerie di famiglia, ha raccolto qui una collezione numerosa di bottoni e fondi di magazzino e ha chiesto alle aziende italiane le loro collezioni di bottoni fino a costruire delle vere e proprie serie storiche dall&#8217;800 ad oggi.</p>
<p><strong>Qualche curiosità…</strong></p>
<p>Lo sapevate, ad esempio, che i contrabbandieri usavano dei bottoni a scatola per attraversare le frontiere con merce illegale? E che Luigi XVI il Re Sole alle riunioni di Governo a Versailles indossava una veste con 816 bottoni in pietre dure e 1826 bottoni con un diamante su ogni bottone?</p>
<p>Spostiamoci a <strong>Rimini</strong> per visitare il <strong>Museo del Motociclo</strong>, che si trova in via Casalecchio 58. E&#8217; stato istituito nel 1993 per iniziativa di 3 riminesi intraprendenti, Germano Corvatta, Tino Zaghini e Giuseppe Savoretti. Conteneva 250 moto costruite da 60 case costruttrici italiane e straniere dalla fine dell&#8217;800 agli anni &#8217;80. Oggi sono 2 gli edifici costruiti per accogliere i visitatori in questo singolare percorso tra le due ruote. E ci sono anche sale conferenze e ambienti di rappresentanza, segno che il museo è diventato negli anni punto di riferimento e di scambio per i patiti di moto. Organizza anche frequentatissime mostre scambio ed è aperto  da Aprile a Ottobre, dal Giovedì alla Domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00. Si entra gratis prima dei 12 anni e poi a 5 euro.<br />
Per informazioni: tel. 0541731096</p>
<p>Restiamo a <strong>Rimini</strong> ancora un po&#8217;, giusto il tempo necessario per &#8220;dare un&#8217;occhiata&#8221; (è proprio il caso di dirlo!) al<strong> Museo degli Sguardi</strong>. In questo caso è originalissimo l&#8217;allestimento del percorso archeologico, interamente dedicato all&#8217;<strong>America precolombiana </strong>e alle civiltà del passato, ricostruite attraverso i manufatti e i reperti in legno, argento e pietre dure.</p>
<p>Si articola in 4 sezioni: lo<strong> sguardo meravigliato</strong>, lo<strong> sguardo scientifico</strong>, lo <strong>sguardo dell&#8217;esteta</strong> e lo <strong>sguardo del collezionista</strong>.<br />
Il Museo degli Sguardi si trova presso Villa Alvarado, in via delle Grazie 12 a Covignano di Rimini. E&#8217; aperto tutto l&#8217;anno con ingresso a pagamento: intero 2,00 euro e ridotto 1,00. Per informazioni: tel. 0541-751224.</p>
<p>E&#8217; venuta l&#8217;ora per noi di spostarci a <strong>Ravenna </strong>dove, curiosi come siamo, non possiamo non regalarci un giro al<strong> Museo Francesco Baracca</strong>: contiene cimeli, arredi e documenti dell&#8217;eroe lughese dell&#8217;aviazione Francesco Baracca.</p>
<p>Qui si può visitare una sezione dedicata ai documenti degli albori di cui Baracca è stato uno dei pionieri. Poi si passa alla sala privata dell&#8217;eroe dove è stato ricostruita la camera da letto. In mostra anche medaglie, attestati, risalenti al periodo dal 1915 al 1918. E poi lettere, giornali, pubblicazioni, e un filmato, una postazione: tutto per comporre il quadro di questo particolare personaggio.</p>
<p>Si trova in via Baracca,65 Lugo (Ravenna), il biglietto intero costa solo 1 euro (e  0,50 ridotto).</p>
<p>Per informazioni: tel. 0545.24821.</p>
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		<title>Montefiore Conca, Rocca e mostra &#8220;I colori di Montefiore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 15:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[entroterra riminese]]></category>
		<category><![CDATA[Montefiore]]></category>

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		<description><![CDATA[Montefiore Conca è uno splendido borgo dell&#8217;entroterra riminese, assolutamente da visitare. Non è solo un bel borgo medievale che conserva intatto un fascino d&#8217;altri tempi, ma una meta culturale tra le più prestigiose dell&#8217;Emilia Romagna. Il cuore di Montefiore è l&#8217;antica Rocca Malatestiana, tornata in splendida forma grazie a lunghi lavori di restauro che hanno [...]]]></description>
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<p>Montefiore Conca è uno splendido borgo dell&#8217;entroterra riminese, assolutamente da visitare.<br />
Non è solo un bel borgo medievale che conserva intatto un fascino d&#8217;altri tempi, ma una meta culturale tra le più prestigiose dell&#8217;Emilia Romagna.</p>
<p><span id="more-382"></span></p>
<p>Il cuore di Montefiore è l&#8217;antica <strong>Rocca Malatestiana</strong>, tornata in splendida forma grazie a lunghi lavori di restauro che hanno restituito un castello di grande bellezza. La visita della Rocca consente di vivere le emozioni del tempo dei Malatesta, che hanno vissuto qui nei 3 secoli dal 1300 e il 1600 (la costruzione della Rocca è da collocare tra il 1337 e il 1347). Non solo, il restauro ha riportato alla luce frammenti di affreschi sulle pareti della sala dell&#8217;Imperatore e della Sala del trono, testimoni del mecenatismo dei Malatesta.</p>
<p>Ma la cosa forse più interessante è stato il ritrovamento, durante i lavori di scavo, di alcune &#8220;fosse da butto&#8221;: stanze rettangolari chiuse da botole, che anticamente servivano da grandi cassonetti della spazzatura. Vi sono stati ritrovati oltre <strong>400 reperti </strong>di grande valore archeologico, che contribuiscono a far luce sulla quotidianità di Montefiore ai tempi dei Malatesta. Si tratta di <strong>porcellane, maioliche, vetri di Murano, avanzi di cibo</strong>, etc&#8230;</p>
<p>Una piccola parte dei reperti, 12 per la precisione, sono ora esposti presso la sale della Rocca neo restaurata, nella Mostra &#8220;<strong>I colori di Montefiore. Testimonianze archeologiche dagli scavi nella Rocca</strong>&#8220;. La maggior parte dei pezzi, invece, saranno oggetto di restauro grazie al corso di restauro ceramico che si sta svolgendo a Montefiore.</p>
<p>La mostra &#8220;<strong>I colori di Montefiore</strong>&#8221; è visitabile dal 22 maggio al 22 novembre 2009 con i seguenti orari:</p>
<p>- dal 22 maggio al 15 giugno e dal 16 settembre al 31 ottobre: tutti i sabato, domeniche e festivi dalle 10,30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00<br />
- dal 16 giugno al 15 settembre: tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00<br />
- luglio e agosto: aperture serali il venerdi, sabato e domenica dalle 21.00 alle 23.00<br />
- dall&#8217;1 al 22 novembre: contattare il Comune di Montefiore: 0541 980035</p>
<p>Ingresso: 3,50 euro intero, 2,50 ridotto</p>
<p class="MsoNormal">
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