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Fondazione Balestra a Longiano

Questa sezione è dedicata alla Fondazione Balestra, grande Poeta del Novecento nato a Longiano nel 1923, legata al nome di Tito Balestra.

dedicata a Tito Balestra, grandissimo poeta del Novecento Italiano

GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
SOPRINTENDENZA PER I BENI ARTISTICI E STORICI DI BOLOGNA, FORLI', RAVENNA, FERRARA
ISTITUTO PER I BENI ARTISTICI CULTURALI E NATURALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PROVINCIA DI FORLI' - COMUNE DI LONGIANO - FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CESENA

Cenni storici
La Fondazione è legata al nome di Tito Balestra (Longiano 1923 - Longiano 1976), poeta tra i maggiori del Novecento Italiano. La Fondazione si è costituita per la donazione del patrimonio figurativo (2185 opere tra olii, grafiche e sculture) da parte di Anna Maria De Agazio vedova di Tito Balestra. L'Amministrazione Comunale di Longiano, riconoscendo l'importanza delle opere donate ha provveduto a costituire una Fondazione cui partecipano oltre l'Amministrazione stessa, la Provincia di Forlì, la Cassa di Risparmio di Cesena, la Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici di Bologna e alcuni familiari di Tito Balestra. Essa si avvale anche di consulenti esterni e di un esperto curatore - conservatore. La Fondazione ha il fine di attuare iniziative per la conoscenza dell'opera e delle arti visive contemporanee organizzando in Longiano un'esposizione permanente di opere d'arte, la promozione di manifestazioni e convegni interessando anche enti pubblici e privati. La Fondazione 'Tito Balestra' il 30 dicembre 1989 ha ottenuto il riconoscimento giuridico del Presidente della Repubblica e da allora ha sede presso il Castello Malatestiano di Longiano, completamente restaurato. Il 15 Giugno 1991 la Fondazione ha cominciato la sua attività con una prima esposizione di 400 opere a cura di Flaminio Balestra. Da tale data la collezione continua ad arricchire il proprio patrimonio con altre donazioni.

Attività della Fondazione
- Gestione museale e promozione del patrimonio artistico.
- Attività di ricerca sull'Arte moderna e contemporanea.
- Convegnistica e promozione dell'Arte visiva della letteratura moderna e contemporanea.
- Studio e divulgazione dell'opera letteraria di Tito Balestra.

Tito Balestra
Tito Balestra è nato a Longiano il 25 luglio 1923. Ha studiato all'Istituto Magistrale di Forlimpopoli, ha frequentato la Facoltà di Lingue all'Università di Venezia e, in seguito, la Facoltà di Magistero all'Università di Urbino, abbandonandole prima della laurea. Si è poi trasferito a Roma nel 1946 per seguire, vincitore della borsa di studio, i corsi del Cepas diretti da Guido Calogero. Fra i maggiori poeti del Novecento italiano, Tito Balestra pubblicò: "Quiproquo" (Garzanti, Milano 1974), "Se hai una montagna di neve tienila all'ombra" (l'Arco, Roma 1975), "Oggetto: La via Emilia" (l'Arco, Roma 1976), "Poesie di Liestal" (Scheiwiller, Milano 1976), "La cena" (La Gradiva, Roma 1977), "Se hai una montagna di neve tienila all'ombra" (Garzanti, Milano 1979). Fu collaboratore in particolare de "Il Mondo", di "Tempo Presente" e di altre riviste letterarie. E' morto a Longiano il 19 Ottobre 1976.

Collezione Balestra
La raccolta è per la sua entità, senza dubbio, la più consistente di tutta la regione nel settore dell'arte contemporanea, contiene un cospicuo numero di "pezzi" unici del '900 italiano (da Mafai a Rosai, da De Pisis a Sironi fino a Guttuso e Vespignani). In particolare la collezione è ricca di una così ingente mole di opere di Mino Maccari (1800 fra olii e grafica) che come è noto è stato artista centrale nella storia della pittura italiana di questo secolo. Da sole le opere qui contenute di Mino Maccari potrebbero costituire un museo autonomo. Inoltre le incisioni di Morandi, Zancanaro, Goya, Chagall, Kokoschka, Matisse accrescono l'interesse per questo Ente Museale che rappresenta un grande spaccato di cultura visiva del nostro secolo costituitosi grazie ai numerosi rapporti di scambio e di amicizia, di interessi culturali fra Tito Balestra ed il mondo artistico del 2° dopoguerra. La collezione fu aperta al pubblico per la prima volta nel 1982 sistemata in una sala di via Giovanni XXIII° a cura di Giuseppe Appella. In tale occasione fu pubblicato un volume con testimonianze di G. Appella, L. Arata, C. Bernari, D. Bonuglia, L. Canali, A. Casadio, P. Consagra, M. Cresci, L. De Libero, E. Dalla Chiesa, A. Frassinetti, T. Guerra, R. Guttuso, L. Lambertini, M. Maccari, G. Montesanto, A. Musacchio, U. Pirro, U. Scheiwiller, M. Trufelli, C. Vivaldi, C. Zavattini, e un ricco corredo iconografico.

Longiano - Cenni storici
Longiano, come castello, è certo che non esisteva nel V° sec. e la sua fondazione si può far risalire al periodo fra il VII° e VIII° secolo. Un'antica pergamena del 1059 attesta che era stato edificato nella zona un importante castello a scopo di difesa. La postazione divenne sempre più importante e fu alleata dei riminesi di cui difese i territori e proprio per questo, nel 1198, il castello di Longiano fu quasi interamente distrutto; dopodiché, con l'aiuto dei riminesi coi quali nel 1199 stipularono un giuramento di fedeltà e di reciproco aiuto, il castello fu ricostruito e fortificato a tale punto che nel 1216 i cesenati assalitori Furono respinti e poi battuti sul vicino monte della sconfitta. Cadendo Rimini in potere dei Malatesta, Longiano seguì la stessa sorte e Giovanni, Il figlio di Malatesta detto lo Zoppo, fu nel 1290 il primo dinasta di Longiano. Nel 1297 i Cesenati, uniti ai Forlivesi, Faentini e Imolesi, incendiarono il borgo di Longiano verso la Porta del Ponte, che conserva il nome di Borgo Bruciato, dopodichè i Malatesta aggiunsero nuovi bastioni ed ingrandirono la Rocca che ancora oggi si vede, a maggiore fortificazione del Castello. Dal 1290 fino al 1463 questo castello fu dunque un possedimento dei Malatesta; dal 1463 al 1519 appartenne alla S.Sede e fu governato per mezzo dei Vicari. Nel 1503 le truppe di Cesare Borgia mettono al sacco il borgo e bruciano l'archivio Comunale perchè la comunità Longianese rifiuta fedeltà al nuovo Signore della Romagna. Dopo quattro anni di dominio Veneziano (rimane a testimonianza la vasca dell'acqua nella corte del castello), Leone X il 16 settembre 1519 concesse in feudo perpetuo Longiano al Conte Guido Rangone di Modena, già Consigliere Generale del Re di Francia Francesco I°, nelle guerre contro l'Imperatore Carlo V°, che fu Signore d'armi, ma protettore anche di artisti e letterati. Nel 1581 questi territori ritornarono in possesso della S.Sede fino a quando il generale Bonaparte, nel 1790, occupò con le armate francesi la Romagna e la terra sottomessa fino al 1814. Dopo l'unità d'Italia, negli anni 1862-63, l'interno del castello fu totalmente ristrutturato procedendo alla decorazione pittorica della Sala dell'Arengo e quelle adiacenti per opera dei pittori Giovanni Canepa e Girolamo Bellani. Sul soffitto di queste sale sono ritratti personaggi illustri della storia Longianese.

Info utili

DISTANZE CHILOMETRICHE:
Da Cesena: 11 Km.
Da Rimini: 22 Km.
Dalla Riviera Adriatica: 16 Km.
Da Gambettola (Stazione ferroviaria): 5 Km.
Tutti i giorni collegamenti con bus pubblici con Cesena, Rimini, Savignano

NUMERI UTILI:
Municipio: 0547/665013
Teatro: 0547/665024
Ufficio Culturale 0547/665113

RISTORANTI E ALBERGHI:
Hotel delle Colline
Hotel Garden
Ristorante Beato Angelico
Ristorante dei Cantoni
Ristorante La Capanna
Ristorante fonti Felloniche
Ristorante La Lasagna
Ristorante locanda della Luna
Ristorante degli Ulivi
Pizzeria La Lumira

SERVIZI DELLA FONDAZIONE
- Visite guidate al Museo e al castello.
- Sala polivalente attrezzata per convegni e congressi.
- Spazio per mostre temporanee.
- Terrazza panoramica per manifestazioni.
- Iniziativa Liberi Spazi, concessione di spazi espositivi ad artisti in autogestione.

La Fondazione è aperta al pubblico tutto l'anno Sabato, Domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 12 e dalle 15 alle 19 - dal Martedi al Venerdi apertura a richiesta negli stessi orari.- Ingresso £. 5.000

SERVIZIO DI VISITE GUIDATE A LONGIANO - MONUMENTI ED ITINERARI
L'importanza del Castello e le tre porte di accesso alla doppia cinta muararia testimoniano l'importanza militare strategica che aveva fin dai tempi più antichi, l'insediamento sul colle di Longiano. Piazza Malatestiana e corte del Castello sono ottimi esempi di urbanistica rinascimentale. Santuario del SS. Crocefisso e Convento dei Frati Minori Conventuali: vi si custodiscono preziose opere d'arte tra le quali lo splendido Crocefisso (croce dipinta su tela ed applicata su legno) del XIII° secolo di scuola Pisano-Bizantina, ed una crocefissione con i SS. Pietro e Michele, opera di Scipione Sacco, nativo della zona e allievo di Raffaello. Oratorio barocco di S. Giuseppe (1702-1728) sede del museo di arte sacra. All'interno stucchi di A. Trentanove, pale d'altare di A. Zanchi e dipinti G.B. Barbiani, G. Rosi, nonchè preziosi suppelletili ed arredi sacri. Collegiata S.Cristoforo dove si possono ammirare preziose opere di Giovan Francesco Nagli detto il Centino, Benedetto Coda, Gian Giuseppe del Sole, Andrea Lillio e altri. Museo del territorio (Via Giannini) - Raccoglie, ordinati in sale e all'aperto, gli attrezzi dei mestieri e le testimonianze dei costumi della nostra terra. Inoltre vi si conserva una raccolta di fotografie sui mestieri del passato e sui Castelli Malatestiani. Piazza S. Girolamo e l'omonimo convento cinquecentesco di cui rimangono parte del chiostro e della Chiesa. Biblioteca "Lelio Pasolini" distrutta dai bombardamenti del 1944, allora ricca di circa 12.000 tra codici e volumi, oggi (di 7.500 vol.) in fase di riordino. Balignano e Massa: situate in posizione amena, vi si possono ammirare la villa Turchi, casa agricola del '700; la Chiesa di S. Marina di Massa che conserva pregiate sculture lignee; l'antico frantoio Turchi che produce l'olio delle nostre colline. Felloniche: lungo la valle del fiume Rubicone, dove sgorga l'antica fonte di acque sulfuree "Cesarea" circondata da una lussureggiante vegetazione. Rifugio bellico sotterraneo: interessante cunicolo che attraversa la collina sottostante il Castello. Teatro Comunale "Errico Petrella" (26 luglio 1870): Tipico esempio di "teatro all'italiana" fu restaurato e riaperto nel novembre 1986. Ha ospitato e ospiterà i più grandi interpreti della canzone italiana, del teatro e della danza. Di pregevole struttura architettonica, una invidiabile acustica e l'originale platea mobile funzionante.

Fondazione "Tito Balestra"
Piazza Malatestiana, 1 - 47020 LONGIANO (FO)
Tel. 0547 665850 – 665420
Fax 0547 667007