Cento eventi in 10 giorni per la biodiversità: ricchissimo il programma di “Biodiversiamoci”, terza edizione dell’Ambiente Festival, che si concluderà il 7 novembre in occasione dell’anno internazionale della biodiversità. Si svolge nel centro storico di Rimini contemporaneamente a Ecomondo, in programma alla Fiera di Rimini dal 3 al 6 novembre. Lodevole lo spirito culturale dell’iniziativa che vuole educare al rispetto dell’ambiente … ma se il Comune ha tanto a cuore l’ambiente perché non costruire in bioedilizia le case popolari e continua a gettare le fogne in mare?

Mostre, spettacoli a tema sul riuso e il re design, degustazioni a km 0, laboratori per ragazzi e adulti, spazi di confronto per le aziende ecosostenibili, produttori ecocompatibili, associazioni ambientaliste, convegni, premiazione delle scuole “riciclone”. Tutto questo e molto di più nel programma della manifestazione, che porterà a Rimini anche diversi ospiti illustri oltre agli esperti del settore: Patrizio Roversi condurrà la “Tombola dell’energia” e Giulietto Chiesa il 6 novembre presenterà il libro “La menzogna nucleare”.
Tante anche le attività accessorie come lo Yoga della risata al palazzo del Podestà e la grande festa che inaugurerà la manifestazione venerdì dalle 19 in piazza Cavour…

Leggendo il programma di “Biodiversiamoci” non si può che rimanere esterrefatti dalla quantità di eventi che sono stati organizzati sul tema delle energie rinnovabili, della biocompatibilità, della biodiversità, etc…

Ma se il Comune di Rimini ha tanto a cuore lo stato del pianeta, mi chiedo, perché non comincia a mettere in pratica quel che predica?

Perché, ad esempio, organizza un incontro sulla bioedilizia per sensibilizzare i cittadini sul tema e poi costruisce le sue case popolari in edilizia tradizionale?
Sarà forse perché la bioedilizia costa dal 7 al 15% in più rispetto a quella tradizionale?
Eppure non è impossibile visto che ad Albenga in Liguria sono stati consegnati questa primavera 24 alloggi popolari e un altro progetto pilota di questo tipo è stato portato a termine in Toscana.
Ad oggi, comunque, i committenti di case in edificate secondo principi biosostenibili sono esclusivamente i privati … riusciamo ad immaginare perché?

E così, per noi cittadini niente bioedilizia ma una città con le strade bloccate dal traffico e un’aria irrespirabile (anche nei fatidici giorni di blocco del traffico! Ma li rispetto solo io?), le fogne riversate in mare e certe colate di cemento che sfido a chiamare biocompatibili!
Sento parlare di turismo ecosostenibile. Benissimo, ma come pretendere che siano virtuosi i turisti se non lo sono per prime le amministrazioni comunali?

Allora questi 100 eventi ci insegneranno ad adottare uno stile di vita ecosostenibile? E se anche fosse, secondo voi, basterebbe? No, perché se un cittadino decide di adottare uno stile di vita biocompatibile, come può farlo in questa città? Decidendo di lasciare a casa l’auto e respirare lo smog altrui? O spendendo un capitale per montare sul tetto i pannelli solari?

Mah, troverei intelligente lanciare sfide ambientali se chi le lancia desse il buon esempio coi fatti e non solo con le parole. Perchè tra dire di rispettare l’ambiente e farlo davvero c’è una gran differenza.