Nasce a Rimini il consorzio degli Alberghi tipici riminesi, che riunisce alberghi a 1, 2 3 stelle accomunati dall’autenticità riminese e dalla gestione famigliare.

Il consorzio nasce con lo scopo di valorizzare l’ospitalità calda e famigliare  e la struttura del tipico albergo riminese. Tutto parte da una filosofia riminese che considera la vacanza un’esperienza soprattutto di carattere umano e basato sulle relazioni interpersonali, il turismo come una vocazione e il futuro con le radici ben salde nell’ospitalità passato.


Come si fa a giudicare se un albergo è tipico riminese?

Per essere definito tale, l’albergo deve possedere una decina di requisiti:

Posizione vicino al mare;
Gestione famigliare;
Gastronomia tradizionale;
Atmosfera autentica;
Architettura senza architetti: in quest’epoca di interior design, esprime la cultura del luogo ed è uno stile popolare con radici ben salde nel territorio. Caratteristiche che sembrano descrivere un vero e proprio stile riminese.
Indipendenza da catene alberghiere nazionali e internazionali;
Atmosfera accogliente;
Parcheggio privato o convenzionato;
Un prodotto a km zero da donare agli ospiti;
Competenze relazionali;
Servizio professionale;
5 anni consecutivi di gestione.

Gli Alberghi tipici riminesi si impegnano inoltre a perseguire un percorso di miglioramento della qualità che prevede ogni anno l’adozione di nuovi requisiti.

Alberghi, insomma, dichiarano i promotori e ormai l’avrete capito, dove ci si possa sentire a casa e si torni volentieri anno dopo anno.

Ma riflettiamo: questo consorzio vuole dirci che l’innovazione si raggiunge solo attraverso la valorizzazione dell’autenticità o è un ritorno nostalgico al passato quando ogni anno “stessa spiaggia stesso mare” ?