L’idea dell’albergo diffuso nasce da un’idea di Giancarlo Dall’Ara, riminese e docente di marketing turistico all’Università di Perugia.

Il suo progetto ha riscosso successo in 10 regioni italiane tra cui l’Emilia Romagna ed è stato applicato in circa 50 casi in Italia. Una formula innovativa che potrebbe rappresentare una via d’uscita dalla crisi del turismo e che verrà presentata anche alla Bit (Borsa Internazionale del Turismo), a Milano da giovedì 20 febbraio.

Ma a Rimini, città natale di Dall’Ara, l’idea non piace per niente… del resto “nemo propheta in patria“!
C’è chi ha confuso le finalità dell’iniziativa con altro, chi “ha tentato di farlo passare come una catena di alberghi, quando invece si tratta di una rete di case all’interno di un centro storico!” ha sentenziato lo stesso Dall’Ara riferendosi al Consiglio Comunale di qualche giorno fa.

Finora in Emilia Romagna esiste l’albergo diffuso nelle località di Portico di Romagna e di Tabiano (in provincia di Parma), ma a quanto pare l’esperienza si limiterebbe all’entroterra senza riuscire a coinvolgere la costa. Il perché è presto detto: la legge consente di realizzare l’albergo diffuso solo nei borghi dell’entroterra che non abbiano più di 3 mila abitanti.

Ma come spiega Dall’Ara, i territori della “Valmarecchia e Valconca sarebbero ideali per questo progetto che fa leva sulla integrazione fra territorio, cultura e comunità, come componenti di base dei servizi ospitali offerti”.

A leggerne sui giornali, si ha come la sensazione che Rimini soffra di scarsa voglia di rinnovamento….