I valori del mare, la concentrazione, il mutare dei venti: la vela è uno sport complesso, ma generoso di emozioni per chi vi si avvicina.  Uno sport non per tutti, verrebbe da dire, eppure dalle grandi potenzialità non solo a livello sportivo ma anche umano e terapeutico per tanti adulti e bambini portatori di disabilità fisica e psichica.

C’è chi va in barca a vela per tenersi in forma, chi per passione, chi per stringere un patto col mare. Ma sempre più spesso barca a vela è sinonimo di integrazione, solidarietà e terapia. Diverse sulla Riviera Romagnola le scuole di vela e le associazioni di volontariato che organizzano corsi di vela per disabili o bambini con patologie psichiatriche o fisiche: un modo come un altro di superare la disabilità?

I ragazzi dell’associazione sportiva Puravida guidati dal responsabili Emanuele “Meme” Pagnini hanno organizzato quest’estate un corso di vela per imbarcazione 2.4 open per ragazzi disabili presso la Marina di Cattolica. Un’iniziativa di successo che ha rappresentato per molti ragazzi un’ancora di speranza. La Marina di Cattolica ha collaborato anche, insieme alla Capitaneria di porto di Cattolica e Gabicce, all’allestimento del campionato nazionale 2.4 open di metà giugno, che ha visto gareggiare insieme normodotati e disabili. Lo scoglio peggiore da superare? Le attrezzature specialistiche che costano una fortuna, ha spiegato lo stesso Pagnini.

Andar per mare può essere una terapia, anche a Rimini, dove Werther Mussoni per tanto tempo presidente della Cooperativa Sociale Cento Fiori ha fondato un anno fa la Cento Fiori social Club  con lo scopo di utilizzare il tempo libero per il superamento di problemi come la dipendenza da sostanze, i disturbi alimentari, il disagio psichico e il disagio minorile. Il centro, attraverso l’impegno di 7 soci, organizza dunque escursioni, visite nel Montefeltro, trekking e soprattutto navigazioni nell’Adriatico, che durano anche una settimana e si spingono fino alle isole della Croazia.

A bordo del “Granpesto”, una sloop di 14 metri guidata da Mussoni e dagli altri soci, si accolgono persone indirizzate dalla cento Fiori o dal Sert per aiutarle ad interagire tra loro, a riconquistare la fiducia in se stessi e la consapevolezza del proprio valore.
In questo, il fatto di avere ruoli ben definiti e tutti ugualmente importanti, aiuta molto. Si crea, in pratica, una piccola società dove circolano valori sani e le persone hanno un obiettivo comune: portare la barca. “Per chi ha problemi psichiatrici”, ha dichiarato Mussoni al Corriere di Rimini pochi giorni fa “è come isolarsi dal solito ambiente e ricominciare daccapo on un altro territorio” con conseguenze estremamente positive.

Spostiamoci a Cesenatico dove Marco Cimonetti fondatore dell’associazione “Piccoli Passi” di Cesenatico e velista per passione insieme alla pedagogista Arianna Maroni, ha dato vita al progetto “Prendere il largo” dedicato agli adolescenti in affido. Marco, che insieme alla moglie gestisce una casa famiglia, ha notato infatti che ogni volta che porta a spasso in barca i suoi ragazzi, tornano a terra più calmi e riescono a controllare meglio le loro emozioni. Rende così operativo già nel 2008 il progetto che consiste in due fasi: una fase di addestramento a terra e una di crociera. Il viaggio dura una settimana e si svolge a sud della Sardegna su una barca Beneteau Oceanis 47.7 con a bordo anche uno skipper professionista. Quest’anno, dopo l’addestramento durato tutto il mese di agosto, la crociera è prevista da 6 al 13 settembre. L’esperienza permetterebbe ai ragazzi, cimentandosi nelle diverse attività di gestione della barca, di scoprire in sé tante preziose abilità.

Prima ancora di essere terapeutico è di sicuro accessibile il catamarano “Spirito Libero”, approdato ieri alla Marina di Rimini dove resterà per tutto il week end in occasione del Motomondiale. La barca, progettata da Andrea Stella, è completamente accessibile, non ha nessuna barriera architettonica ed è attrezzata per la navigazione di persone diversamente abili. L’avventura di “Spirito Libero” in giro per l’Italia è partita da Taranto a maggio e ora fa tappa a Rimini dopo aver toccato Augusta, Siracusa, Pescara. Le ultime tappe del tour saranno Jesolo dal 12 al 28 settembre e Trieste dal 5 al 13 ottobre.

Nei giorni in cui la barca è attraccata in porto, svolge attività velica gratuita per i disabili.

Il nome dell’imbarcazione la dice lunga sulla filosofia che anima il progetto di Stella, improntato all’indipendenza come aiuto per superare il trauma. Spesso, ha dichiarato Stella, i ragazzi arrivano alla barca dopo essere stati dimessi dall’ospedale, senza nemmeno passare da casa (attraverso il centro di monte catone e Villanova sull’Arda o altre associazioni che si occupano di disabilità, ndr): completamente spaesati e terrorizzati dalla perdita traumatica delle abilità, in barca scoprono che possono muoversi e viaggiare, facendo quindi un’esperienza positiva di autonomia.