La piccola Pompei, come qualcuno la definisce, venuta alla luce a Rimini e inaugurata a dicembre 2007 ha migliorato il sistema di condizionamento per garantire la conservazione dei mosaici.

Il complesso archeologico di piazza Ferrari a Rimini, inaugurato il 7 dicembre scorso, è visitato da tantissimi visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa.
Si tratta infatti di un sito archeologico di grande rilievo: contiene resti di varie epoche storiche, con una punta di diamante, la Domus del Chirurgo. Risale al II secolo d.C., conserva i resti delle mura perimetrali e i pavimenti, tutti decorati a mosaici in ottimo stato di conservazione.
La Domus ha restituito, inoltre, preziosi arnesi e utensili che hanno permesso di ricostruire l’identità del padrone di casa: era un medico militare, veniva dalla Grecia e molto probabilmente si chiamava Eutychès.

Fra i reperti,infatti, una cassetta con oltre 150 strumenti chirurgici, il più ampio ritrovamento di carattere medico del mondo, ora conservati al Museo della Città insieme ad altri utensili domestici rinvenuti tra le macerie. Tra i ferri chirurgici, di particolare rilevanza il “Cucchiaio di Diocle“, una specie di grosso cucchiaio forato al centro, che doveva servire al chirurgo per estrarre le punte di freccia dalla carne dei suoi pazienti.

Orgoglio degli archeologi che hanno lavorato al restauro della Domus, sono i mosaici, ottimamente conservati e presenti in tutte le stanze della casa. Probabilmente la loro integrità è dovuta alla modalità con cui la casa fu distrutta da un incendio nel corso di una incursione barbara: il crollo dei soffitti ha protetto i pavimenti preservandoli da usura e distruzione. Uno, in particolare, ha destato la meraviglia di quanti hanno visitato la Domus: il mosaico di Orfeo tra gli animali, nella taberna medica dove il chirurgo visitava i suoi pazienti, l’ambulatorio.

Ora la struttura che protegge la Domus di piazza Ferrari, è stata dotata di un sistema speciale in grado di assicurare le giuste condizioni di clima e umidità necessarie alla corretta conservazione dei mosaici. Dopo appena 9 mesi di apertura al pubblico, infatti, hanno fatto il loro ingresso nella Domus le prime crepe, che rischiano di danneggiare questo ricchissimo patrimonio archeologico.

Il nuovo sistema di conservazione, regola finemente le variazioni di umidità e il clima interno. I risultati sono ottimi e la Pompei riminese ora è al sicuro, anche se in costante monitoraggio.