Si svolgeranno dal 21 al 23 ottobre 2011 al teatro Novelli di Rimini le Giornate Internazionali del Centro Pio Manzù, che quest’anno vedranno protagonista un tema di grande attualità: “XXI femminile. Dal secolo breve al secolo delle donne. Risposte di genere al futuro dell’umanità”.

Questa 42^ edizione si appresta quindi a trattare il tema della donna, cruciale nell’affrontare le sfide del XXI secolo, a cui le donne sanno dare risposte alternative e sagge; nelle aree più povere e depresse del mondo, il ruolo delle donne deve essere proprio quello di promuovere la pace, lo sviluppo e l’emancipazione, quindi l’educazione delle donne è una condizione essenziale per la risoluzione dei problemi nei Paesi sottosviluppati.

L’edizione 2011 si concentrerà sul pensiero femminile e maschile contemporaneo con l’intervento di  esperti e decisori che aiuteranno ad elaborare progetti per rafforzare il pensiero di genere: la cultura di genere non come insistenza sul dualismo uomo – donna ma come valorizzazione delle differenze, ricerca di sintesi, di unità nella diversità.
Il programma prevede due workshop il venerdì e il sabato, uno al mattino e uno al pomeriggio e l’ultimo la domenica pomeriggio mentre la domenica mattina ci sarà la consueta seduta plenaria.

Il primo workshop in programma, venerdì mattina alle 9.00 si intitola “Dalla mater familias alla teoria di genere” e si concentra sull’evoluzione del ruolo della donna nelle società e sulle prospettive della cultura di genere.
Nel pomeriggio si parlerà, invece, di “Salute, Istruzione, empowerment femminile: scenari del nuovo Millennio” sull’attribuzione del potere economico, sociale e politico alle donne come strumenti per una crescita economica sostenibile. Si dibatterà su come costruire un futuro migliore tenendo conto delle donne come forza economica e attrici dell’innovazione.

Sabato 22 ottobre al mattino si dibatterà “Della violenza alle donne: le culture e le ortodossie del disprezzo”. La violenza resta ancora una piaga sociale e la più comune si consuma fra le mura domestiche. E’ un fenomeno trasversale a tutte le fasce economiche e sociali della popolazione. Si parlerà della negazione della dignità della donna e delle varie forme di discriminazione, retaggio di tradizioni e culture che ancora oggi sono di ostacolo alla libertà delle donne.
Nel pomeriggio, invece, in programma “Oltre l’asimmetria dei ruoli, dal diritto al dovere della leadership”. E’ ancora scarsa la partecipazione delle donne nelle sedi decisionali. Perché le donne leader sono ancora un’eccezione? Saranno presenti alcune donne ai vertici di imprese e istituzioni politiche e sociali per testimoniare concretamente l’apporto femminile in termini di creatività , innovazione ed esperienza.

L’ultimo workshop si terrà domenica pomeriggio sul tema “Le dicotomie della ‘società di genere’: carriera, famiglia, nuova singolarità”. Ancora troppe donne fuori dal mondo del lavoro, nonostante un’istruzione superiore a quella degli uomini. Maternità e figli incidono sul fenomeno, così come un inadeguato supporto del welfare e i costi elevati di baby sitter e nidi. In che misura l’emancipazione femminile saprà ispirare un nuovo modello di persona più completa, caratterizzata da una vera e propria “psiche androgina”?

Come sempre sanno grandi nomi i relatori italiani e internazionali che si alterneranno nelle diverse giornate e nella seduta plenaria di domenica mattina, tra cui vi segnalo Al Shibaniyah Madiha bint Ahmed, Ministro dell’Istruzione nel Sultanato dell’Oman, Annamaria Bernardini Pace avvocato e saggista, la giornalista Milena Gabanelli, Ellen Johnson- Sirleaf, Presidente della Repubblica di Liberia, Pal Sampat, fondatrice della Gulabi Gang (gang di donne che militano nel nord dell’India per i diritti umani), Maria Eugenia Roccella, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.