Quest’anno Rimini chiude il sipario sulla lirica: il tradizionale appuntamento con l’Opera di Capodanno, che quest’anno troverebbe ad ospitarla anche il nuovo auditorium del Palacongressi di Rimini, non si farà.

La notizia la danno direttamente gli organizzatori dello spettacolo, costretti ad annunciare, dopo 8 anni di applauditi e frequentatissimi spettacoli, l’addio all’Opera di Capodanno. Il Presidente dell’associazione Rimini Atto Primo Claudia Corbelli ha spiegato che per mettere in scena l’Opera il Comune versava 100 mila euro. Si poteva inoltre contare sugli sponsor privati e sui proventi della biglietteria. Il Comune quest’anno non verserà la sua quota per mancanza di fondi. Pur comprendendo la situazione di crisi contingente, bisogna comunque segnalare che dal Comune di Rimini non sono arrivate nemmeno proposte per cifre più basse.

Tace il Comune, quindi, ma non il Movimento 5 Stelle, che definisce inoppurtuno il taglio netto dell’Opera di Capodanno e commenta negativamente il silenzio di Palazzo Garampi. I grillini chiedono al sindaco di Rimini di tirare le somme ma la risposta è ormai certa: quest’anno l’Opera non ci sarà.

Dispiace alla città questa perdita, visto il successo raccolto nelle passate edizione e vista la qualità degli spettacoli proposti. Dispiace a chi, come me, ha imparato ad apprezzare questa forma d’arte vedendola per la prima volta in scena a Rimini e dispiace ancor di più che a pagare il costo della crisi siano eventi culturali di indubbio spessore.

Tutti vogliono una Rimini capitale della cultura oltre che delle vacanze, vogliono scrollarsi di dosso la scomoda definizione di divertimentificio d’Italia, e poi cosa succede? Si taglia di netto uno dei pochi appuntamenti culturali e di successo che esistono in città!
Mi dispiace ma non sono d’accordo.