Mentre si discute di alberghi, albergatori ed incentivi alle strutture ricettive in crisi, i bagnini insorgono chiedendo attenzione alle istituzioni.

Due macigni graverebbero sull’economia turistica riminese: il perdurare dell’IVA al 20% sugli stabilimenti balneari mentre pare che per gli alberghi l’IVA si ridurrà al 4-5%. E poi i famosi pacchetti all inclusive promossi dagli albergatori pesano sui titolari degli stabilimenti balneari come macigni.

Per quanto riguarda il primo punto, è presto detto: l’IVA non la paga né il bagnino né l’albergatore. Gli unici a farne le spese sono i turisti! Ad affermarlo è Giorgio Mussoni, presidente dei bagnini di Oasi-Confartigianato durante un incontro svoltosi al Sun (Salone internazionale per l’arredamento d’esterni) presso Rimini Fiera.
Naturalmente, ricorda Mussoni, non si fa di tutta l’erba un fascio, perché non tutti gli albergatori rientrano in queste categorie.
Parecchi però, si macchiano, secondo Mussoni, di un’altra colpa: proponendo i famosi pacchetti tutto-compreso, molti albergatori speculano sugli accordi con il bagnino proponendo tariffe ridotte su cui guadagnano solo loro. In questo modo, da un lato mettono in difficoltà i bagnini, dall’altro incassano la differenza tariffaria. Dinamiche che possono divenire pericolose se osservate sul lungo periodo: c’è il rischio di mettere in ginocchio la categoria dei bagnini.
Lo stesso Mussoni denuncia una situazione a dir poco grottesca: pur di ricavare utili dall’accordo con i bagnini per le formule all inclusive alcuni albergatori stringono accordi con stabilimenti balneari lontani anche 100 metri dall’hotel.

I bagnini rischiano di chiudere bottega, affermano in coro Mussoni e Riccardo Borgo, presidente nazionale Sib-Confcommercio.

Insomma, è paradossale che un sistema turistico che intende crescere e raggiungere livelli di competenza internazionale possa tollerare una situazione del genere, che va a discapito non solo dei bagnini, ma soprattutto dei turisti!

Infine, il professor Felice Vertullo, intervenuto allo stesso incontro, dichiara la necessità impellente di creare un Ministero del Turismo dotato di portfolio e di una completa revisione dell’Enit (Ente Nazionale del Turismo), che non deve solo consumare risorse ma soprattutto produrre effetti percepiti!