Le spiagge italiane registrano un pesante calo delle presenze. Lo rivela l’indagine di Trademark Italia sul bilancio turistico 2008, che si è svolta tra il 22 settembre e il 4 ottobre su un campione di 1.056 operatori turistici alberghieri ed extra alberghieri italiani.

Il bilancio economico, non ancora definitivo, delinea una flessione drammatica delle presenze al mare. Sulle spiagge italiane, le presenze hanno registrato una flessione del -5,8% rispetto al 2007: 16 milioni di visitatori meno rispetto all’anno passato, per una perdita economica complessiva di 1,5 miliardi di euro.

Le punte massime si registrano sulle coste del Mar Ionio e del mare di Sicilia, che sfiorano il 16-17%.
La Riviera Romagnola si assesta su un calo del 2-3%, confermando quella percezione diffusa che gli albergatori avevano già manifestato all’inizio della stagione balneare. Se infatti, a giugno gli operatori turistici denunciavano un calo delle presenze, probabilmente legato al maltempo, già a fine luglio dopo una breve ascesa di turisti, tornava a riemergere uno stato di crisi. Il mese di agosto ha rivelato la drammaticità della situazione: il mese della vacanze per eccellenza, lungi dal registrare il tutto esaurito, faceva vacillare il settore alberghiero.

In causa, la frammentarietà delle vacanze e le difficoltà finanziarie. Ma anche la qualità dell’offerta turistica.

A registrare le perdite maggiori, infatti, sono state le imprese vecchie, superate o non confortevoli, mentre le strutture più dinamiche, rinnovate o riqualificate hanno visto addirittura aumentare i loro profitti. Una sorta di selezione naturale che tende a privilegiare le strutture innovative rispetto a quelle “invecchiate”.

Che sia il momento di pensare a un rinnovamento totale dell’offerta turistica?