Sarkozy taglia di netto l’Iva dal 19 al 5,5 %.  L’Italia chiede a gran voce da molto tempo al Governo di fare la stessa cosa, ma fino ad ora arrivano solo dei tiepidi “ci stiamo lavorando”.

Il settore turistico italiano soffre per la difficile situazione economica attuale e continua a chiedersi: perché il Governo ha aiutato il settore automobilistico e non aiuta quello turistico? Settore non meno importante di quello automobilistico per l’economia italiana. In effetti la questione dell’Iva è dibattuta da anni in Riviera come in altre località turistica italiane e crea non pochi problemi agli operatori turistici.
Chi opera nel turismo rivendica un abbassamento dell’Iva e un livellamento di aliquote. Adesso infatti, alberghi e ristoranti pagano il 10% mentre i bagnini il 20%. Si tratta di una situazione sfavorevole che fa lievitare i prezzi e impedisce il rilancio dell’economia turistica.
La Francia ha saputo cogliere un seme di rinnovamento dalla crisi. E non è da sola, anche la Spagna ha bloccato l’Iva al 7% per tutti. Ma l’Italia cosa farà? Si rassegnerà ad abbassare l’Iva del comparto turistico o continuerà a portare avanti la politica dello “spezzatino”, come la definisce il vice sindaco di Rimini Maurizio Melucci?

Dalle pagine dei quotidiani, Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al turismo, risponde a chi invoca a gran voce un intervento governativo che abbassi l’Iva sull’onda del modello francese: “Sicuramente è un provvedimento che servirebbe e farebbe del bene al nostro turismo” MA “esiste una direttiva europea che stabilisce che la riduzione d’imposta può essere decisa da un Governo solo nel caso in cui venga applicata alla generalità delle imprese…” altrimenti, prosegue, diventa un aiuto di Stato ed è sanzionabile dall’Unione Europea.

Insomma, ci stanno lavorando ma la soluzione del problema sembra ancora lontana: “Sarkozy” conclude la Brambilla “ha posto un problema che si trascina da tempo. E’ ora che tutta l’Europa affronti la questione della riduzione dell’Iva”.
Bene, abbiamo appurato che l’ora è arrivata… almeno quella!