Surriscaldamento del pianeta, anche il mare Adriatico ne risente. La conseguenza? Nuove specie di pesci dal Mediterraneo del sud, dal Mar Rosso e dall’Oceano Atlantico arrivano a popolare il mare Adriatico.

I pesci arrivano dalle coste del nord Africa le spore delle alghe dal sud est asiatico, i granchi dall’Atlantico.
Così può capitare di incontrare pesci originari del Mediterraneo meridionale se non addirittura dal Mar Rosso, fino a poco tempo fa completamente sconosciuti da queste parti: Lampughe, Ricciole, Lecce, Pesci Pilota, Pesce balestra e perfino Barracuda bocca gialla lunghi anche 1 metro e mezzo!

Si tratta di specie pelagiche che si spostano in piccoli branchi attratte dall’acqua limpida e tiepida. Vengono definite perciò  “specie termofile”. Tra queste, le Palamiti, parenti di tonno e sgombro, hanno fatto la loro comparsa in Adriatico tra Rimini e Ancona.
I nostri pescatori, già lo scorso inverno invece, hanno fatto conoscenza con le Alacce, clupeidi simili alle nostre sardine provenienti dall’Africa Meridionale.

In pratica, si assiste alla meridionalizzazione dell’alto e medio Adriatico, con conseguenze non sempre positive: se da un lato, fanno la loro comparsa pesci esotici piacevoli da vedere e prelibati da servire a tavola, dall’altro, il surriscaldamento delle acque scompensa completamente l’ecosistema ed è un indice fedele di stravolgimenti ambientali in corso.

A destare le maggiori preoccupazioni, sarebbero delle nuove alghe unicellulari non visibili ad occhio nudo e provenienti dalla Cina e dal sud est asiatico, la Fibrocapsa Japonica. Anche se innocua, molti di voi la ricorderanno da quando la scorsa estate tinse di rosso bruno il mare davanti a Cervia e Cesenatico e poi Riccione e Cattolica.

Un’altra presenza “importata” è la Carybdea marsupialis o cubo medusa, imparentata alla cubo medusa australiana, quest’ultima molto più pericolosa. E’ una piccola medusa in grado di provocare leggeri rossori superficiali perché dotata di potere urticante medio. La scorsa estate, un’altra medusa ha conosciuto l’Adriatico, l’Aurelia aurita o “medusa quadrifoglio”, anche lei “straniera” ma sostanzialmente innocua.

Tra le specie che si sono diffuse in alto e medio Adriatico seguendo le acque calde o trasportate dalle acque di zavorra dei grandi mercantili, c’è anche un mollusco molle senza guscio di colore sgargiante originario del Mar Rosso. Il suo nome scientifico è Bursatella Leachii.

Dall’Atlantico occidentale, invece, è giunto sulle spiagge ravennati il cosiddetto Granchio blu, Callinectes sapidus, un grosso crostaceo il cui carapace può raggiungere un diametro di 20- 22 cm. E’ chiamato granchio blu perché ha la particolarità di possedere le giunture e le parti interne di colore azzurro.