Torniamo a parlare di vacanze a rate: il Corriere di Rimini segnala in data 10 dicembre l’iniziativa di alcuni albergatori di Misano Adriatico che vendono vacanze a rate per andare incontro alle esigenze dei turisti senza troppe risorse.

Vacanze a rate: perché no?

Tra chi dice che le vacanze sono superflue e chi invece le considera beni di consumo al pari dei televisori, la vacanza a rate sarà davvero una buona idea?

La crisi economica attanaglia il mondo intero, calano i posti di lavoro, diminuiscono i risparmi degli italiani, aumentano le difficoltà delle famiglie. Ma diciamocelo: alle vacanze non si rinuncia, nemmeno in tempi di crisi.

Sarà perché è l’unico momento dell’anno in cui ci si può rilassare, sarà perché andare in vacanza è un comportamento insito nella nostra cultura, una sorta di atteggiamento mentale: “sono disposto a fare sacrifici durante tutto l’anno ma non toglietemi quella settimana di vacanza!” Sarà perché è un diritto sacrosanto quello di staccare la spina da tutto e tutti e soprattutto dai problemi almeno per una settimana all’anno…

Ecco allora in tempi di crisi come questo e con il Natale alle porte che si riaffaccia il vecchio dilemma: vacanze a rate si o no?

A Misano, come vi dicevo, gli albergatori s si adeguano ai tempi che cambiano e si preparano, statistiche alla mano, ad affrontare un profondo cambiamento nel modo di concepire le vacanze. Sono sempre di più gli italiani che scelgono il pagamento dilazionato per le vacanze diluendo magari l’importo del soggiorno nell’arco dell’intero anno.

Di conseguenza, non possono che aumentare anche gli alberghi che offrono questa possibilità.

In Riviera Romagnola, ad esempio, abbiamo trovato dei segnali in questo senso curiosando nel sito web dei Piccoli Alberghi di Qualità: sul sito del consorzio è scritto chiaramente che scegliendo uno degli alberghi contrassegnati da uno speciale simbolo, chiunque voglia può pagare al ritorno dal viaggio in 6 o 10 rate. Peccato che guardando bene la lista degli alberghi presenti, sono solo 8 gli hotel aderenti al Consorzio che esibiscono il simbolo del pagamento a rate.

Ma come funziona la vacanza a rate?

Le modalità sono tante, ma in genere si va dall’anticipo del 25% del costo del viaggio, rimborsabile in rate (da 6 a 10), all’anticipo del 30% del costo della vacanza  con il 70 % da saldare rate (da 6 a 12). In certi casi si può arrivare anche a dilazionare il pagamento in 30 rate ma solo se l’ammontare complessivo del viaggio è compreso  tra i 5 mila e i 10 mila euro.

In genere, per accedere ai finanziamenti viene richiesta una copia dello stipendio o della pensione se il richiedente è un lavoratore dipendente o un pensionato mentre se è un lavoratore autonomo è richiesta una copia della dichiarazione dei redditi.

Secondo Federalberghi il fenomeno della vacanza a rate non ha ancora preso piede tra le famiglie, perché per ora alle finanziarie ricorrono per lo più i tour operator per quanto riguarda i pacchetti vacanza.

Tuttavia, c’è già chi si preoccupa: se la moda delle vacanze a rate dovesse diffondersi, gli italiani non finiranno tutti sommersi dai debiti per colpa anche delle vacanze?

C’è chi ricorre alle rate solo per le cose davvero indispensabili, come la casa o la tv e chi invece ammette la possibilità di estendere il pagamento a rate anche ai cosiddetti svaghi, come le vacanze.

Ma chi può decidere cosa sia davvero indispensabile? Esiste secondo voi un modo per stabilirlo?