
Appennino Tosco Romagnolo
L’Appennino Tosco Romagnolo è quel tratto di crinale che corre tra Romagna e Toscana, dal Passo della Futa fino alle sorgenti del Tevere. La cima più alta è il Monte Falco, 1.658 metri, sul confine tra le province di Arezzo e Firenze. Sul versante romagnolo scendono le valli del Lamone, del Montone, del Rabbi, del Bidente, del Savio, del Marecchia e del Conca.
Il paesaggio cambia in pochi chilometri. Dalle faggete del crinale si passa ai calanchi argillosi, poi agli affioramenti di gesso della Vena e infine alle colline dei vigneti. Tre aree protette raccontano meglio di qualsiasi descrizione questa sequenza.
I tre parchi
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato istituito nel 1993 e protegge circa 36.000 ettari tra Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Al suo interno si trova la Riserva Integrale di Sasso Fratino, entrata nel patrimonio UNESCO nel 2017.
Il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola nasce con la legge regionale del 21 febbraio 2005 e tutela 6.063 ettari in tutto (2.041 di parco e 4.022 di area contigua). Coinvolge i comuni di Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice in provincia di Bologna e di Casola Valsenio, Riolo Terme e Brisighella in provincia di Ravenna. La Vena del Gesso è una delle sette componenti del sito “Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino settentrionale”, iscritto nella lista UNESCO nel 2023.
Il terzo è il Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello, istituito dalla Regione Marche nel 1994 e oggi a cavallo di due regioni, sul versante del Montefeltro.
La diga di Ridracoli
Nell’alta valle del Bidente, in comune di Bagno di Romagna, la diga di Ridracoli chiude la valle con un arco alto 103,5 metri. L’invaso può contenere fino a 33 milioni di metri cubi d’acqua e serve circa 950.000 abitanti nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e nella Repubblica di San Marino. In media copre metà del fabbisogno idrico della Romagna.

I lavori durarono dal 1975 al 1982. Oggi il lago si visita in battello o in canoa e l’Idro Ecomuseo racconta come funziona l’opera.
Le sorgenti del Tevere e il Monte Fumaiolo
All’estremità meridionale della Romagna, in comune di Verghereto, si alza il Monte Fumaiolo (1.407 metri). Poco sotto la cima, a 1.268 metri, nasce il Tevere, che percorre 406 chilometri prima di sfociare nel Tirreno. Le sorgenti sono in territorio romagnolo dal 1923, quando il confine regionale venne spostato.
I borghi e le terme
Sul versante romagnolo l’Appennino è una fila di borghi e di località termali, tutte a poca distanza dalla costa.
Brisighella cresce sotto tre pinnacoli di gesso. Ci sono la rocca manfrediana, il santuario del Monticino, la torre dell’orologio e la via degli Asini, la strada coperta che passa dentro le case. Riolo Terme ha la rocca sforzesca e la grotta del Re Tiberio, dentro il parco della Vena del Gesso. Castrocaro Terme e Terra del Sole affiancano la fortezza medievale alla città fortificata voluta da Cosimo I de’ Medici.


Più in alto, Bagno di Romagna vive delle sue acque termali fin dall’età romana. Premilcuore è la porta della valle del Rabbi, con la grotta Urlante. Sarsina conserva il foro romano e la basilica di San Vicinio, ed è la città natale del commediografo Tito Maccio Plauto, ricordato ogni estate dal Plautus Festival.


Come muoversi
Le strade di crinale e i passi – la Futa, il Muraglione, la Calla, i Mandrioli – collegano il versante romagnolo a quello toscano e sono itinerari in sé. A piedi il riferimento principale è l’Alta Via dei Parchi, che segue il crinale, mentre il Sentiero delle Foreste Sacre unisce gli eremi dentro il Parco Nazionale.