
Parco Regionale del Delta del Po
Il Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna è stato istituito nel 1988 e tutela 20.536 ettari di parco, ai quali si aggiungono 34.761 ettari di area contigua: in tutto oltre 54.000 ettari tra le province di Ferrara e Ravenna. È l’ambiente umido più esteso d’Italia e uno dei più importanti d’Europa.
Il parco è diviso in sei stazioni non contigue: Volano-Mesola-Goro, Centro storico di Comacchio, Valli di Comacchio, Pineta di San Vitale e Piallasse di Ravenna, Pineta di Classe e Salina di Cervia, Campotto di Argenta. Comprende i territori di Comacchio, Argenta, Codigoro, Goro, Mesola e Ostellato in provincia di Ferrara, e di Ravenna, Cervia e Alfonsine in provincia di Ravenna. La gestione è dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po, con sede a Comacchio.
Le due stazioni romagnole
Sul versante romagnolo il parco si concentra in due stazioni. Quella di Pineta di San Vitale e Piallasse di Ravenna mette insieme la pineta storica e le piallasse, lagune salmastre a nord e a sud del canale Candiano. Quella di Pineta di Classe e Salina di Cervia unisce l’altra grande pineta ravennate alla salina, dove il sale si raccoglie ancora oggi e il centro visite organizza le uscite guidate.

La salina di Cervia è forse il luogo in cui attività umana e ambiente convivono in modo più evidente: le vasche sono un bacino produttivo e insieme uno dei punti di sosta e nidificazione più frequentati della costa. Al Museo del Sale MUSA, in città, si trova la parte storica del racconto.

Il birdwatching e la fauna
Il Delta del Po emiliano-romagnolo conta circa 350 specie di uccelli, oltre a 60 specie di pesci, 61 di mammiferi, 16 di rettili, 14 di anfibi e più di mille specie vegetali. È questo che ne fa una delle mete italiane più cercate per il birdwatching, con fenicotteri, aironi, cavalieri d’Italia e avocette tra le specie più facili da osservare.


La tutela poggia su una rete di designazioni: dieci zone umide di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar, ventidue Zone Speciali di Conservazione e venti Zone di Protezione Speciale della rete Natura 2000.
I riconoscimenti UNESCO, due e distinti
I riconoscimenti UNESCO che riguardano il Delta sono due e vanno tenuti separati.
Il primo è culturale. Nel 1995 l’UNESCO iscrisse nella lista del Patrimonio Mondiale “Ferrara, città del Rinascimento”; nel 1999 il sito fu esteso al Delta del Po e alle delizie estensi, cioè al paesaggio di bonifiche, canali e ville nobiliari che gli Este costruirono tra il Trecento e il Cinquecento.

Il secondo è naturalistico e più recente. Nel giugno 2015 il Delta del Po è stato riconosciuto Riserva di Biosfera nell’ambito del programma MAB dell’UNESCO, insieme al parco veneto: la riserva copre circa 138.000 ettari a cavallo di Veneto ed Emilia-Romagna.
Come si visita
Il parco non ha un ingresso unico. Si entra dalle stazioni, ognuna con i propri centri visita e itinerari, a piedi, in bicicletta o in barca lungo i canali. Il calendario delle escursioni guidate e lo stato dei percorsi cambiano con la stagione e con il livello delle acque: il sito dell’Ente di gestione pubblica le informazioni aggiornate.