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Parco Regionale del Delta del Po

Il Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna è stato istituito nel 1988 e tutela 20.536 ettari di parco, ai quali si aggiungono 34.761 ettari di area contigua: in tutto oltre 54.000 ettari tra le province di Ferrara e Ravenna. È l’ambiente umido più esteso d’Italia e uno dei più importanti d’Europa.

Il parco è diviso in sei stazioni non contigue: Volano-Mesola-Goro, Centro storico di Comacchio, Valli di Comacchio, Pineta di San Vitale e Piallasse di Ravenna, Pineta di Classe e Salina di Cervia, Campotto di Argenta. Comprende i territori di Comacchio, Argenta, Codigoro, Goro, Mesola e Ostellato in provincia di Ferrara, e di Ravenna, Cervia e Alfonsine in provincia di Ravenna. La gestione è dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po, con sede a Comacchio.

Le due stazioni romagnole

Sul versante romagnolo il parco si concentra in due stazioni. Quella di Pineta di San Vitale e Piallasse di Ravenna mette insieme la pineta storica e le piallasse, lagune salmastre a nord e a sud del canale Candiano. Quella di Pineta di Classe e Salina di Cervia unisce l’altra grande pineta ravennate alla salina, dove il sale si raccoglie ancora oggi e il centro visite organizza le uscite guidate.

Sentiero tra i pini della pineta di Classe, vicino a Ravenna
La pineta di Classe, una delle due grandi pinete storiche ravennati del parco. Foto di Gianni Careddu, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, ridimensionata.

La salina di Cervia è forse il luogo in cui attività umana e ambiente convivono in modo più evidente: le vasche sono un bacino produttivo e insieme uno dei punti di sosta e nidificazione più frequentati della costa. Al Museo del Sale MUSA, in città, si trova la parte storica del racconto.

Un gruppo di fenicotteri rosa in una vasca della salina di Cervia
I fenicotteri nelle vasche della salina di Cervia, nella stazione Pineta di Classe e Salina di Cervia. Foto di Lorenzo Gaudenzi, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, ridimensionata.

Il birdwatching e la fauna

Il Delta del Po emiliano-romagnolo conta circa 350 specie di uccelli, oltre a 60 specie di pesci, 61 di mammiferi, 16 di rettili, 14 di anfibi e più di mille specie vegetali. È questo che ne fa una delle mete italiane più cercate per il birdwatching, con fenicotteri, aironi, cavalieri d’Italia e avocette tra le specie più facili da osservare.

Cavaliere d'Italia dalle lunghe zampe rosse su uno specchio d'acqua
Il cavaliere d’Italia, uno dei trampolieri più facili da osservare nelle zone umide del Delta. Foto di Giancarlo Grillo, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, ridimensionata.
Una fila di cormorani appollaiati su un tronco nelle Valli di Comacchio
Cormorani nelle Valli di Comacchio, una delle sei stazioni del parco. Foto di ildirettore, Wikimedia Commons, CC BY 3.0, ridimensionata.

La tutela poggia su una rete di designazioni: dieci zone umide di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar, ventidue Zone Speciali di Conservazione e venti Zone di Protezione Speciale della rete Natura 2000.

I riconoscimenti UNESCO, due e distinti

I riconoscimenti UNESCO che riguardano il Delta sono due e vanno tenuti separati.

Il primo è culturale. Nel 1995 l’UNESCO iscrisse nella lista del Patrimonio Mondiale “Ferrara, città del Rinascimento”; nel 1999 il sito fu esteso al Delta del Po e alle delizie estensi, cioè al paesaggio di bonifiche, canali e ville nobiliari che gli Este costruirono tra il Trecento e il Cinquecento.

Il canale Logonovo attraversa il paesaggio piatto delle Valli di Comacchio
Il canale Logonovo nelle Valli di Comacchio, la stazione che porta il paesaggio di bonifiche e canali dentro il sito UNESCO. Foto di Giorgio Galeotti, Wikimedia Commons, CC BY 4.0, ridimensionata.

Il secondo è naturalistico e più recente. Nel giugno 2015 il Delta del Po è stato riconosciuto Riserva di Biosfera nell’ambito del programma MAB dell’UNESCO, insieme al parco veneto: la riserva copre circa 138.000 ettari a cavallo di Veneto ed Emilia-Romagna.

Come si visita

Il parco non ha un ingresso unico. Si entra dalle stazioni, ognuna con i propri centri visita e itinerari, a piedi, in bicicletta o in barca lungo i canali. Il calendario delle escursioni guidate e lo stato dei percorsi cambiano con la stagione e con il livello delle acque: il sito dell’Ente di gestione pubblica le informazioni aggiornate.

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