
Montefeltro
Il Montefeltro è una regione storica dell’Appennino centro-settentrionale e non ha confini amministrativi propri. Si estende sull’area occidentale della provincia di Rimini e sul nord della provincia di Pesaro e Urbino, tocca l’Aretino e comprende il territorio della Repubblica di San Marino. Il suo tratto riconoscibile è il paesaggio: rupi calcaree isolate che emergono dalle argille, con borghi e rocche in cima.
Il nome arriva da San Leo
Il termine Montefeltro deriva da Mons Feretri, il nome latino della rupe su cui sorge San Leo. Un’ipotesi diffusa lo collega a un tempio dedicato a Giove Feretrio che si sarebbe trovato sulla rocca.
Da quella rupe il nome è passato a tutto il territorio attraverso la diocesi. La prima notizia ufficiale della diocesi di Montefeltro risale al 785, quando Carlo Magno la istituì con l’approvazione di papa Adriano I come suffraganea dell’arcidiocesi di Ravenna; il primo vescovo documentato è Agatone, nell’826. La sede vescovile stava a San Leo, che fu anche capoluogo della contea di Montefeltro. Oggi la circoscrizione si chiama diocesi di San Marino-Montefeltro.

Malatesta contro Montefeltro
Nel Quattrocento il Montefeltro è il fronte di una delle guerre di signoria più note dell’Italia centrale, quella tra Federico da Montefeltro, duca di Urbino, e Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. Le rocche che si vedono oggi sono in gran parte il risultato di quel conflitto, rifatte o rinforzate per resistere alle artiglierie.
Il caso più chiaro è la fortezza di San Leo: dopo averla riconquistata, Federico ne affidò il ridisegno all’architetto e ingegnere Francesco di Giorgio Martini. Sul versante romagnolo il Montefeltro coincide in larga parte con l’alta Valmarecchia, e le rocche di quella valle raccontano lo stesso scontro.
Il parco del Sasso Simone e Simoncello
Il Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello è stato istituito con la legge regionale delle Marche del 28 aprile 1994, n. 15, e tutela 4.847 ettari nel cuore del Montefeltro. Comprende i territori di Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Piandimeleto, Pennabilli e Pietrarubbia: dopo i passaggi di confine del 2009 e del 2021, due di questi comuni sono in provincia di Rimini, quindi il parco è a cavallo di due regioni.
I due elementi che gli danno il nome sono blocchi calcarei isolati, staccati dal resto del crinale. Il punto più alto del comprensorio è il Monte Carpegna, 1.415 metri. Il museo naturalistico del parco si trova a Pennabilli.


Le evaporiti di San Leo sono patrimonio UNESCO
Le Evaporiti di San Leo sono una delle sette componenti del sito “Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino settentrionale”, iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2023 come bene naturale seriale. Le altre sei componenti stanno tra il Reggiano, il Bolognese e la Romagna, e una di esse, i Gessi di Onferno, è in Valconca.
Gli enti di riferimento
Sul versante marchigiano il territorio è organizzato nell’Unione Montana del Montefeltro, con sede a Carpegna, attiva dal 1° gennaio 2015 in sostituzione della Comunità montana del Montefeltro, soppressa alla fine del 2014. Ne fanno parte Belforte all’Isauro, Carpegna, Frontino, Lunano, Macerata Feltria, Mercatino Conca, Monte Cerignone, Monte Grimano Terme, Piandimeleto, Pietrarubbia, Sassocorvaro Auditore e Tavoleto.

