
Valmarecchia
La Valmarecchia è la valle del fiume Marecchia, che nasce sull’Alpe della Luna, sul versante toscano, e sfocia nell’Adriatico a Rimini. In poche decine di chilometri il paesaggio passa dalla pianura alle montagne del Montefeltro, e i borghi che la presidiano, arroccati su speroni di roccia, conservano le rocche della lunga contesa tra i Malatesta di Rimini e i Montefeltro di Urbino.
I comuni dell’Unione di Comuni Valmarecchia, che ha sede a Novafeltria, sono Casteldelci, Maiolo, Montecopiolo, Novafeltria, Pennabilli, Poggio Torriana, San Leo, Sant’Agata Feltria, Santarcangelo di Romagna, Talamello e Verucchio. La valle tocca anche la Toscana, con Badia Tedalda e Sestino, e il territorio della Repubblica di San Marino.
Il confine regionale qui è recente. Con la legge 3 agosto 2009, n. 117, sette comuni dell’alta valle, Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello, sono passati dalle Marche all’Emilia-Romagna e dalla provincia di Pesaro e Urbino a quella di Rimini. È stato il primo caso nella storia della Repubblica di distacco e aggregazione di comuni tra due regioni, deciso dal referendum del dicembre 2006.
La fortezza di San Leo e le rocche della valle
San Leo e Verucchio sono certificati dall’associazione I Borghi più belli d’Italia, e in entrambi il monumento principale è una fortezza.
La fortezza di San Leo, in cima allo sperone di roccia che regge il borgo, prese la forma attuale negli anni Settanta del Quattrocento, quando Federico da Montefeltro ne affidò il progetto all’architetto e ingegnere Francesco di Giorgio Martini. Più tardi diventò carcere: Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro, vi fu rinchiuso dal 1791 e vi morì il 26 agosto 1795. Oggi la fortezza è gestita dalla Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna.

A Verucchio la Rocca del Sasso domina il borgo, ma il pezzo più raro è il Museo Civico Archeologico, allestito nell’ex monastero seicentesco di Sant’Agostino. Raccoglie i corredi delle necropoli villanoviane ai piedi del colle, tra il IX e il VII secolo avanti Cristo: circa seicento tombe, con tessuti, arredi in legno e ambra conservati in condizioni eccezionali per il loro periodo.

Santarcangelo, la porta della valle
Santarcangelo di Romagna sta dove la valle si apre in pianura, a pochi chilometri da Rimini. Sotto il colle Jovis si sviluppa una città sotterranea di circa centosessanta grotte scavate in arenaria e argilla, distribuite su tre livelli: la funzione più probabile era quella di cantine e magazzini, ma per alcune, dalla struttura più elaborata, la destinazione resta discussa.
In superficie il paese ospita due appuntamenti storici. Il Santarcangelo Festival, nato nel 1971, è il più antico festival italiano dedicato alle arti performative contemporanee. La Fiera di San Martino, conosciuta come Fiera dei Becchi, si tiene a novembre e mette in fila mercato stagionale, gastronomia e il festival dei cantastorie.

L’alta valle: tartufo, formaggio di fossa e miniere di zolfo
A Sant’Agata Feltria il Teatro Angelo Mariani è costruito interamente in legno di castagno, dalla platea alle colonne portanti al palco, dentro il palazzo che il marchese Orazio Fregoso fece edificare nel 1605. Ha quarantaquattro palchi su tre ordini, nel 1872 fu intitolato al musicista ravennate Angelo Mariani e, dopo decenni di chiusura, è tornato in funzione nel 2002. Nelle domeniche di ottobre il borgo ospita la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato.

A Talamello si produce il formaggio di fossa che Tonino Guerra battezzò Ambra per il suo colore: le forme si calano nelle fosse scavate nell’arenaria a fine agosto e si riaprono a novembre, quando si tiene la fiera.
Perticara, frazione di Novafeltria, ha vissuto per un secolo di zolfo. La miniera era la più grande d’Europa per estensione sotterranea, con oltre cento chilometri di gallerie distribuite su nove livelli, e chiuse nel 1964 per la concorrenza dei giacimenti americani. Il museo Sulphur, nato nel 1970 su iniziativa della Pro Loco e del Comune, ne conserva la memoria.
Pennabilli, più in alto, è il paese di Tonino Guerra: i Luoghi dell’Anima sono la serie di installazioni che il poeta e sceneggiatore ha disseminato nel borgo. Qui si trovano anche Mateureka, museo del calcolo, e il festival Artisti in Piazza.
