
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si estende sull’Appennino tosco-romagnolo, tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Istituito nel 1993, protegge circa 36.000 ettari di foreste tra le più estese e meglio conservate d’Italia: quattro quinti del suo territorio sono boscosi.
Al cuore del parco si trova la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia, nel 1959. Le sue faggete vetuste, insieme ad altre aree del parco, sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2017, all’interno del sito seriale delle antiche faggete dei Carpazi e di altre regioni d’Europa.
Sasso Fratino e le faggete patrimonio UNESCO
L’iscrizione è del 7 luglio 2017, dentro il sito seriale “Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, che coinvolge dodici paesi europei. Nel Parco Nazionale l’area riconosciuta copre circa 7.724 ettari: 782 sono quelli della Riserva Integrale di Sasso Fratino, gli altri 6.942 appartengono alla fascia circostante. È il più esteso dei siti naturali italiani iscritti nella lista.
Le ricerche dell’Università della Tuscia hanno individuato dentro Sasso Fratino faggi di oltre cinquecento anni, tra i più vecchi delle foreste di latifoglie dell’emisfero settentrionale.
La riserva integrale non si visita: resta chiusa al pubblico, ed è questo che l’ha conservata. Le aree vetuste circostanti, comprese nel riconoscimento, sono invece raggiungibili dalla rete sentieristica del parco.

Cosa vedere
Il territorio custodisce due santuari tra i più importanti dell’Appennino: l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo, e il Santuario della Verna, dove San Francesco d’Assisi ricevette le stimmate. Dai due luoghi parte la via dei Monasteri, un cammino che collega gli insediamenti religiosi immersi nella foresta.


Tra le mete più visitate ci sono anche le Cascate dell’Acquacheta, il borgo di San Benedetto in Alpe e la Foresta della Lama, uno dei nuclei più antichi dell’area protetta. Al confine con Bagno di Romagna, il lago di Ridracoli offre un altro modo di vivere il parco: in battello o in canoa, sulle acque dell’invaso che rifornisce gran parte della Romagna.


Sentieri e come muoversi
Il parco è attraversato da oltre 600 chilometri di sentieri, percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo, dai brevi anelli intorno ai centri visita all’Alta Via dei Parchi. Il Sentiero delle Foreste Sacre collega i luoghi di culto disseminati tra i boschi. Nei mesi estivi è attivo anche un treno del parco che raggiunge alcune delle aree più interne.
Le quote variano dai 400 metri fino ai 1.658 del Monte Falco, non lontano dal Monte Falterona, dove nasce il fiume Arno.
Informazioni pratiche
L’Ente Parco ha sede a Pratovecchio (Arezzo), in Palazzo Vigiani; la Comunità del Parco ha sede a Santa Sofia (Forlì-Cesena). Il centro visita di riferimento sul versante romagnolo è quello di Santa Sofia. Il sito ufficiale pubblica il calendario aggiornato delle escursioni guidate e lo stato dei sentieri, utile da controllare prima di partire soprattutto nei mesi invernali.