Sul finire del 1800, Meldola era tra le realtà italiane che meglio si esprimevano nella produzione di seta. Una lunga tradizione che ha portato alla nascita del Museo del baco da seta, l’esposizione che ripercorre tre secoli di storia tra strani oggetti di lavoro e una cospicua bibliografia. Al Museo del baco da seta si possono ammirare alcuni strumenti legati all’allevamento dei bachi e altri legati alla filatura e alla lavorazione della materia prima. Completano l’offerta museale una serie di illustrazioni che ripropongono le strutture interne del baco e il “bosco” composto da diversi bozzoli di colori e misure diverse.
Informazioni utili
| Indirizzo | Via Roma, 3 |
|---|---|
| Orari | Chiuso temporaneamente |
| Ingresso | Gratuito |
| Visite guidate | Previste visite guidate alle scolaresche, solo su appuntamento |
| Parcheggio | Posti auto lungo via Roma |
| Accessibilità | Accessibile ai disabili |
| Contatti | Tel. 0543.492757 - sociali.cultura@comune.meldola.fc.it |
Da sapere
- Nel XIX secolo la produzione di seta interessava sia paesi lontani (Cina e Giappone) sia l’Italia. Meldola, nello specifico si era aggiudicata il primato, insieme a Como per la migliore qualità di prodotto finito.
- Il Museo del baco da seta è intitolato a Ciro Ronchi, il più importante filandiere della storia di Meldola, vissuto a cavallo tra la prima metà del 1800 e gli inizi del 1900.
- La produzione di seta avveniva, quasi interamente, all’interno delle mura domestiche.
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